Si fa ma non si dice

Sempre dalla mailing list pace, ringraziando Valeria Sonda, sempre attenta a far circolare le informazioni, questo articolo sui droni ed il loro uso, non credo servano commenti…

Con i droni si ammazzano i civili ma non si dice! E Jhon Brennan  CapoDroni e  CapoCia  si giustifica così:

“…Il 30 aprile dello scorso anno Brennan affermava: “Non c’è alcun diritto internazionale che vieta l’uso di aerei telecomandati a tale scopo [di ‘terminare’ terroristi o presunti tali] o che ci vieta di usare la forza letale contro i nostri nemici al di fuori di un vero e proprio campo di battaglia, quantomeno quando il paese interessato acconsente o non è in grado o non vuole prendere posizione contro la minaccia”….”

Oltre a nominare Jhon Brennan Capo Cia,  Barak Obama decide di gestire così i risparmi del popolo americano ( e non solo del popolo americano ):

“…Nei piani di questo presidente […] c’è dunque la volontà di portare il killeraggio dei droni su un piano diverso, non più di ‘covert-operation’ ma di aperte operazioni di guerra, con tutte le conseguenze strategiche e politiche del caso.E, guarda caso, il Pentagono ha investito ben 32 miliardi di dollari per incrementare del 30% la sua flotta di 7500 droni; un altro regalo del nostro premio Nobel per la pace alle corporation delle armi!…”

http://www.stampalibera.com/?p=58465  Piccoli droni crescono
di Piero Cammerinesi (corrispondente dagli USA di Coscienzeinrete Magazine) 14 gennaio 2013

Altri stralci dell’articolo:
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“Ora, dice la nostra anchorwoman, ciò rappresenta un contrasto abissale con le regole basilari della democrazia, e, rincarando la dose, aggiunge che il fatto che pur essendo risaputo che queste cose avvengono e che ciò nonostante il governo le possa negare “costituisce quanto di più orwelliano sia costretto a vivere il cittadino americano nel XXI secolo”. Il governo americano non ha, infatti, a tutt’oggi ammesso pubblicamente l’esistenza di queste missioni killer; è il segreto di Pulcinella, tutti ne parlano ma non troverete una dichiarazione governativa che si assuma la responsabilità di tali missioni. ” ….” Scenari di questo genere rendono allora sempre più verosimile l’ipotesi – niente affatto peregrina – secondo cui il ‘War on terror’ sia solo la prima fase di un piano che tende a controllare e reprimere qualsiasi dissenso e ribellione a livello globale, fuori e dentro i confini USA. “

Informazioni su ragionandoci

scrittrice, artista, mi piace riflettere sulle cose, scrivo poesie, racconti, ci ragiono e ne scrivo... sono responsabile delle edizioni per l' associazione Stelle Cadenti
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