Attraverso il dolore

Piccole morti di compagni di strada che ci hanno accompagnato segnando le nostre giornate, le ore, i momenti si aggiungono alla storia delle morti violente, aumenta il gelo di questi giorni bui.
E’ difficile ricordare che piccole gemme preparano la nuova primavera, e dopo il grigio tornerà la luce. La tristezza si colora del vuoto, ma bisogna ancora accendere un fuoco d’amore, che bruci ogni violenza e riscaldi i nostri cuori e le nostre attitudini, per continuare a cercare una nuova primavera

Mi piacerebbe fare un lungo articolato discorso, piangere con tenerezza la morte di Ernesto, il  gatto di Miriam di cui mi sono tante volte occupata, chissà, fermarsi a immaginare che possa giocare con Ugo in un prato dove fiorisce una eterna primavera…

Ma quello che succede fuori dalla mia casa, fuori dai miei affetti più vicini diventa un turbine che sembra oscurare tutto: oggi è l’ultimo di una serie di azioni violente, fatto da chi,e perchè? A chi giova? è la solita domanda, e la risposta  arrabbiata e delusa è che a guadagnarci sono i soliti noti, si rialzano le voci razziste da destra e purtroppo anche da sinistra, e le religioni sembrano impotenti a contenere le spinte violente dei propri adepti più fanatici, così tutti ad indicare il colpevole nel mussulmano fondamentalista, nell’occidente perso che non ha più nulla da dire, nel reazionario fomentatore di odio o nell’imbelle pacifista che sta a guardare mentre il mondo esplode.

In ultima analisi a chi giova? chi trova il proprio potere nella gestione di una guerra per procura, in cui armare qualcuno contro qualcun altro, indicando al mondo il dittaotre di turno come esecrabile figura, senza guardare un attimo fuori, e vedere come il mondo sta diventando uno spaventoso crogiuolo di guere limitate, bombe, uccisioni varie. E soprattutto pirati e terroristi, in questa definizione si inseriscono tutti quelli che non sono allineati con l’economia di rapina del più forte, con il diritto di chi ha di più di rubare e sprecare vite, cibo, acqua, in una indifferente disamina su chi ha il diritto di ,fare la TAV, costruire una diga, rubare terra palestinese o Mapuche, ignorare ogni istanza diversa, uccidere in Messico o in un carcere italiano, in una strada degli USA o ad un chek point… C’è un legame oramai sempre più visibile tra fatti geograficamente lontani ma che hanno la stessa matrice: la convinzione che la vita ed i bisogni delle persone sono solo un incidente, un ostacolo da rimuovere per ottenere il luminoso progresso di pochi fortunati autorizzati ad usare da soli tutte le risorse del mondo, e anche di più…

E allora che c’entra piangere un cane che ha accompagnato un tratto della tua strada, o un gattino che ha atteso per salutarti prima di andarsene? Con tutto quello che succede nel mondo! Eppure io sono convinta che bisogna proprio ripartire da qui, dal riconoscere ed ascoltare il dolore della perdita, per carità, li lasciamo andare i nostri piccoli amici, ma ci mancano ed a volte il cielo è davvero grigio. Ascoltare il dolore vuol dire anche riconoscere il dolore che ogni mancanza, ogni perdita provoca, sentire nel proprio cuore e nella propria mente che vi è una scala di valori, un livello di dolore prodotto dalla mancanza, che ogni donna ed ogni uomo sa bene essere più importante del benessere materiale, del possesso sulle cose. Bisogna ricominciare ad amare, essere disposti a pagare il prezzo del distacco, della perdita, per provare empatia per chi soffre, per chi subisce ed uscire da un isolamento dentro la tua casa il tuo cortile, la tua vita, il tuo quotidiano. E bisogna riprendere ad amare insieme, ad essere nodi di una spirale che si allarga collega, abbraccia, sostiene, scambia aiuta.L1040884

Informazioni su ragionandoci

scrittrice, artista, mi piace riflettere sulle cose, scrivo poesie, racconti, ci ragiono e ne scrivo... sono responsabile delle edizioni per l' associazione Stelle Cadenti
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