8 marzo e dintorni

8marzo 2015Questo è il volantino di  invito alla nostra iniziativa sulle donne nei dintorni dell’8 marzo. Succede oramai da tempo che il mese di marzo sia dedicato ad iniziative ed approfondimenti al femminile, e se impazzano gli inviti a feste e spogliarelli maschili per allietarci questa giornata, mi sembra evidente che in realtà a ben poche interessa davvero un giorno di festa, se non per quelle che, costrette ad una quotidianità faticosa e dedita agli altri, si sentono autorizzate in quella giornata a trovare un po’ di spazio per sè, fosse solo andare in pizzeria con le amiche, invece che cucinare per la famiglia. Anche i più esigenti dei mariti per un giorno abbozzano… d’altronde semel in anno... e sì, una volta all’anno è lecito persino fare le pazze… ma questo non cambia di una virgola la condizione delle donne e le sproporzioni di forza e di potere ancora oggi, ancora qui, esistenti tra i sessi. Tutti bravi ad indignarsi su come sono maltrattate le donne in altre parti del mondo, ma in fondo che sia abbastanza normale che una donna dipenda da un uomo per la sua sopravvivenza è sancito nell’uso comune: una donna sposata che non abbia niente di proprio non potrà avere una pensione minima al raggiungimento dell’età, che ora è 66 anni, a meno che il marito non risulti non avere proprio nulla, perchè la più misera delle entrate del marito rende lei impossibilitata ad avere quel piccolo reddito risicato, che potrebbe donarle almeno da anziana quel poco di indipendenza economica, poco, pochissimo, ma che potrebbe aiutarla ad essere meno dipendente…

Già, poca cosa, e mi preoccupano più le giovani donne proiettate nel mondo maschile con grinta e pronte a sacrificare troppe parti di sè per essere riconosciute ed essere all’altezza di quanto richiesto dal “mercato” . Il rischio che la giornata internazionale della donna, ed i giorni ad essa collegati divenga una vergognosa foglia di fico di tutto quello che non cambia, un giorno di festa, e non è una festa, per gli altri giorni dell’anno di dipendenza ed oppressione, magari mascherata dal sorriso lascivo o supponente del padrone di turno che “ama le donne”, a patto che esse siano carine e servizievoli, che si facciamo amare… E allora noi non facciamo festa, ma usiamo questa data e questo mese, per parlare di noi, per parlarci tra noi, come già facciamo ogni giorno, e per dare voce e visibilità alle nostre parole, ed alle nostre opere. E prendiamo una data infrasettimanale, lasciando la domenica 8 marzo a ciò che ognuna vorrà fare per sè, o non fare, in santa pace.

Noi prendiamo la parola, mettiamo in gioco le nostre parole, i nostri libri, le nostre opere, semplicemente  prendendoci la scena,  e cominciamo anche a mettere le basi per proseguire nel lavoro di realizzazione e di creazione, di apertura del circolo a tutte le donne interessate, piccoli passi mella direzione di governare il nostro mondo, senza aspettarci nulla che non venga da noi, dalla nostra forza, dal nostro esserci, esprimerci, creare.

Informazioni su ragionandoci

scrittrice, artista, mi piace riflettere sulle cose, scrivo poesie, racconti, ci ragiono e ne scrivo... sono responsabile delle edizioni per l' associazione Stelle Cadenti
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