Un po’ arrabbiata, e un po’ di speranza

Tutti questi pianti sulla perdita di democrazia per il voto di fiducia… ma dove eravate fino a ieri? Continuate i vostri giochini all’interno del palazzo, un po’ vince uno, un po’ l’altro con un ondeggiare minimo della bilancia che sta saldamente nelle mani del mercato, del capitalismo, del patriarcato, del potere di quelli sopra che ignorano quelli “in basso e a sinistra”, ma non ho sentito una proposta che sia davvero rivoluzionaria, una proposta che possa aggregare e sostenere le dissidenze che ci sono in questo paese, che cercano di realizzare delle cose lì in basso, dove voi non guardate, se non per cercare il nemico da cambattere.
Oramai ci siamo accorti, e accorte che bisogna cambiare completamente le strutture del paese, il modo di vivere ogni giorno, il lavoro che non può essere una forma di schiavismo contro salario… e stiamo costruendo le nostre realtà. Magari ci vorrà molto tempo, alcuni di noi se ne andranno, altri arriveranno, si creeranno nuovi legami si imparerà ad autogovernarsi, autorganizzarsi e svuoteremo completamente di senso il vostro gioco.

Non possiamo aspettare le inutili promesse, i giochi indecenti di una Europa pronta a bloccare chi viene da fuori, a distruggere i più deboli, e intanto crea le condizioni perchè quelli in basso qui accettino l’inevitabile e si scagli contro gli ultimi arrivati…

“Chi regna dividendo e teme,

popoli avversi affratellati insieme” (l’ho studiata alle medie… cito a memoria)

Ed è più rivoluzionario riconoscere il trucco, accogliere, sostenere, condividere, e lavorare insieme per creare relazioni diverse, libere e forti.

La piccola stupida citata dalla stampa italiana e soldata dell’esercito israeliano, gli sciocchi senza cervello che partono per fare i guerriglieri con ogni banda di tagliagole, e tutti quelli che nel mezzo stanno a guardare e cercano in qualche esercito un lavoro sicuro mi spiace ma fanno parte del vecchio che avanza, delle code velenose del mostro che anche mentre agonizza travolge ed uccide ogni cosa. Sono molto più avanti, molto più rivoluzionari i giovani che si fanno su le maniche, si mettono insieme per lavorare un pezzo di terra, e produrre prodotti puliti, chi gioca, ride, fa teatro nelle periferie, chi occupa uno stabile abbandonato per farne un centro culturale, chi contesta come i No Tav, e tutti i NO che da una parte all’altra d’ Italia salvano gli ulivi, bloccano il mous e cercano di fermare gli scempi.

Non partecipo, non ho niente da dire sulle beghe di un parlamento che oramai non riesce più a comunicare ed interpretare il suo popolo, tracce di un regime mai riconosciuto ed ormai morto e defunto. Mi guardo in giro, ascolto, provo a scrivere ed a ragionare sul presente, pubblico libri a tiratura superlimitata che però un segno lo lasciano, e sto a guardare ciò che nasce, lentamente, a fatica.

Mi auguro che impariamo in fretta, che riusciamo a lasciar andare le prassi fruste del rivoluzionario fedele alla causa anche quando non c’è,(altra citazione a memoria…) con i leader che se ne vanno in giro a dare la linea, e penso che dobbiamo imparare a construire insieme un progetto nuovo di convivenza, di realtà, in cui tutti hanno voce ed ascolto e le decisioni maturano con l’agire insieme, con il costruire il futuro ogni giorno.

Lo "straniero che viene a cena con i gatti,

Lo “straniero che viene a cena con i gatti,

Informazioni su ragionandoci

scrittrice, artista, mi piace riflettere sulle cose, scrivo poesie, racconti, ci ragiono e ne scrivo... sono responsabile delle edizioni per l' associazione Stelle Cadenti
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