24 ottobre – cercando di orientarci

Domenica 24:

Chi mai poteva pensare di andare a cercare un ottico italiano a Tulum di domenica? Noi naturalmente, che ci abbiamo tentato andando a Tulum abbastanza presto, ma senza idea del giorno che era e senza ancora esserci orientati molto bene. Mario non riconosce l’Avenida, e insiste a dare al tassista l’indicazione della fermata dell’ ADO, che è molto piùavanti della nostra meta, e grazie a questo ci fermiamo davanti al “Natural” il piccolo ristorante molto carino gestito da una donna che ho sempre trovato simpatica, e che anche lei mi ama: un caloroso abbraccio, un benvenuto, e la promessa di rivederci presto. Piccoli fatti che illuminano la giornata. Poi i nostri passi ci hanno guidato nei vari punti già noti: la farmacia dei similares che aveva lo sciroppo alla propoli, eguale a quello che mi ha dato Giovanna e che ho quasi finito, mi sono portata tosse e raffreddore dall’ Italia e sto trascinandomi la tosse, ma ora la faccio passare!

Poi il sacchetto del caffè alla “gelateria italiana” buono, anche se non hanno più quello organico del Chapas. Riusciamo anche a torvare un caricabatterie per il mio cellulare, in modo da averne uno ciascuno, e questo ha il pregio di avere la presa adatta a quelle in uso qui, mentre l’altro ha bisogno della mediazione di una ciabatta cui Mario aveva messo la presa messicana, così da potervi collegare i nostri dispositivi.

Infine dall’ottico che non c’era, ovviamente, mentre era aperta la panaderia e lì abbimo fatto scorta di paste per la prima colazione e di pane molliccio che ci fa rimpiangere quello di Cinzia. Dopo altri giri a ritrovare, o no grazie alla domenica, luoghi e persone, torniamo all’ Hostal Chalupa per recuperare alcune cose indispensabili dalle nostre valige, e scoprire che tra le cose lasciate a casa c’è il cavo del mio portatile, che non posso ricaricare, e quindi dovrò comprarne uno qui, perché quello del pc di Mario ha un attacco diverso, … altre piccole spese impreviste, ma c’era da aspettarselo che l’assestamento avrebbe richiesto qualche tempo!

Davanti all' Hpstal

Davanti all’ Hpstal

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Nella selva, vicino a casa. Sono sicura che tra queste radici ha la sua casa uno gnomo…

Salutiamo Javy, facendoci anche confermare le indicazioni da dare al tassista per arrivare a destinazione, e torniamo nella selva. Il tratto che percorriamo per raggiungere il “Rancho relaxo” è sempre ricco di piccole e grandi meraviglie che la selva ci offre: qualche fiore verso il sentiero dove un po’ di sole raggiunge le piante, e uccelli che ci accompagnano, e farfalle, colorate, bellissime, tra cui una rossa e blu che muove le ali tanto velocemente che non riuscivo a capire che insetto fosse, una zebrata, con le ali percorse da strisce bianche e nere, e le solite gialle e arancione che ci scortano.

Informazioni su ragionandoci

scrittrice, artista, mi piace riflettere sulle cose, scrivo poesie, racconti, ci ragiono e ne scrivo... sono responsabile delle edizioni per l' associazione Stelle Cadenti
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