21 dicembre – solstizio a Tulum

Gli edifici costruiti anticamente dai maya hanno tutti delle correlazioni e dei riferimenti astrologici. Il più famoso è il serpente piumato che si disegna sui gradini del grande tempio di Chichen Itza per l’equinozio, che richiama molta gente in quei giorni per assistere al fenomeno dal vero: mentre il sole si alza e va a raggiungere i gradini, il serpente sembra snodarsi su di essi e scivolare verso il cielo, sulla scalinata del tempio che  viene definito IL CALENDARIO, con elemnti costruttivi che si rifanno al numero dei mesi e dei giorni di un anno solare. Il fenomeno è affascinante, e viene valorizzato ripetendolo in uno spettacolo serale di luci e suoni che lo riproduce  anche per chi non si trova sul posto in coincidenza con l’equinozio.

Non sapevo che anche per il solstizio avvenissero fenomeni di qualche tipo legati ai templi, poi Maria G. Di Rienzo mi ha segnalato che proprio a Tulum avviene un effetto legato al sole il giorno del solstizio, e mi ha mandato una foto. TulumInformazioni raccolte in loco mi dicono che sì, può essere, ma non si sa… sarà magari al sorgere del sole, quando il sito non è aperto al pubblico. Decidiamo egualmente di visitare il sito in omaggio al solstizio. Questo è il primo sito che abbiamo visitato, la prima volta che siamo venuti in Messico, ed è anche particolare, affascinante, senza grandi edifici a piramide, perché sfrutta l’unica scogliera un po’ sopraelevata che si trova nel Quintana Roo, e quindi usa la sporgenza naturale a picco sul mare per assumere egualmente grandiosità ed importanza. Rispetto ad altri è un piccolo sito, ma è così pieno di cose da vedere che sappiamo di perderci in esso. La sua vicinanza al mare lo rende ideale per abbinare alla visita un bagno di sole, e magari se avremo tempo, anche un reale bagno nella spiaggia che si può raggiungere solamente dall’interno del sito. Naturalmente i nostri propositi di alzarci all’alba per avere tempo di fare le cose con calma e magari riuscire a vedere il fenomeno di rifrazione del sole si scontrano con la difficoltà ad addormentarci la sera prima, e quindi a svegliarci il giorno dopo, ma non fa niente, cerchiamo di prendere la cosa come una indicazione a fare con calma. Tra l’altro il fatto che Tulum non abbia l’ora legale, come il resto dello Yucatan, fa sì che perdiamo un’ora. Abbiamo quindi solo un paio d’ore per un giro veloce, il fenomeno neanche a parlarne, deve essere avvenuto da almeno due o tre ore, dato che avviene all’alba, e a quell’ora il sito non era ancora nemmeno aperto al pubblico. Poi Giovanna ci dirà che per vederlo bisogna chiedere un permesso speciale e accordarsi per poter entrare al levar del sole. Non lo vediamo quindi, ma il fenomeno è avvenuto davvero, e sorprende guardare nel tempio la piccola finestrella studiata apposta come posizione e dimensioni, per salutare la fine del periodo di discesa nel buio e riprendere il cammino della luce con una rifrazione che divide il primo raggio di sole all’albeggiare in una stella di luce che si allarga . Il sito ha un suo fascino che va ben oltre il fenomeno avvenuto, anche se questo dimostra una competenza e una precisione degli antichi costruttori che sapevano di cielo e di stelle, di tempo e di stagioni, e si inchinavano ai fenomeni naturali e all’avvicendarsi delle stagioni senza timore od esitazione, ma con conoscenza e rispetto, in una concezione del mondo in cui l’essere umano si mette tra gli elementi della natura, con cui cerca un rapporto armonioso. La città doveva essere fiorente, ricca di scambi grazie al mare. Cinta da mura spesse, ma non altissime, che racchiudevano la parte dei templi e alcune case dei potenti dell’epoca, mentre la maggior parte della popolazione viveva fuori le mura, in case di legno con i tetti di palma, come molte palapas in uso ancora oggi. Inevitabile, insieme ai monumenti, respirare il mare che regala panorami incantevoli, e fare amicizia con le molte iguane che passeggiano, ed a volte si pavoneggiano, verrebbe da dire, tra i visitatori. Le iguane sembrano le padrone e le vere guardiane di questa natura rigogliosa e di questi templi antichi, quasi che la sacralità dei templi venga da loro custodita. Una si affaccia alla finestrella del tempio del dio del vento, l’altra sorveglia l’ingresso, vietato, alla casa de las pinturas, mentre un’altra dal tetto osserva attentamente l’andirivieni dei turisti. É una settimana già di pre festa questa che comincia proprio con il solstizio, e quindi ricca di visitatori, in più, essendo domenica, vi sono anche molte famiglie di Messicani, per i quali l’ingresso è libero in questa giornata. Ma alla fine fanno parte anch’essi del fascino del luogo, e non riescono certo a scalfirne la possanza, verificata ogni volta quando la macchina fotografica non riesce a raccogliere tutto un edificio in una sola inquadratura. Naturalmente non ci siamo portati il grandangolo pensando che alla fine avremmo preferito fare dei primi piani e dei particolari, ma sul posto abbiamo verificato che è sempre meglio avere a portata di mano le varie possibilità. Tra macchina fotografica ed i cellulari comunque di fotografie ne abbiamo fatte molte, e quindi è necessaria una selezione per consentire di apprezzare questo meraviglioso sito.

Informazioni su ragionandoci

scrittrice, artista, mi piace riflettere sulle cose, scrivo poesie, racconti, ci ragiono e ne scrivo... sono responsabile delle edizioni per l' associazione Stelle Cadenti
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