Problemi e società, e il cioccolato

Anche in questo angolo tranquillo che ci siamo ritagliati arrivano le notizie dolorose e disturbanti, e non è che guardandole da un po’ distante migliorino, anzi, assumono una carica e un peso ancora maggiore. Grazie ad internet, insieme a tutte le scempiaggini che la gente decide di condividere, me compresa a volte, circolano anche tutte le notizie che i giornali non danno, o forniscono edulcorate e guardate con un’ottica sempre di parte. Succede però che da qui, non essendo “dentro” da nessuna parte, si possa guardare appunto un poco dal di fuori, e vedere anche alcuni aspetti che nella foga della partecipazione a volte potrebbero sfuggire. Mi ritrovo così a riflettere sull’importanza dell’imparare a discutere ascoltando davvero l’altro, invece che semplicemente pensare alla risposta da dare, o a cercare di coglierlo in fallo. Troppe volte ci succede così, e ci sfugge il tema di cui stiamo parlando, mentre nel formulare la risposta si sente chiaramente il sottofondo di commento a quel che dici del tipo “Come, anche tu non sei daccordo?!?, non sei convinta? Che altro vuoi per capire che le cose stanno come dico io?” E tu ti guardi in giro, osservi la vita delle persone intorno a te, e le notizie dal tuo paese che compaiono sul web, e ti chiedi se è davvero il caso di appuntare la discussione su un tema, che in questo momento va di moda, mentre ne emergono altri che non vengono osservati.

Un esempio: allarme del ministero della sanità: sembra che troppe persone non vaccinino più i loro figli, e che perciò si stiano sviluppando di nuovo malattie che si ritenevano scomparse. E io comincio a chiedermi se sia vero tutto questo allarme, so bene che forse alcune vaccinazioni sono state un passo avanti nel salvare la vita in alcune situazioni e in determinati contesti, e che a suo tempo furono un grande passo avanti per la medicina, ma… davvero oggi il problema sono quei genitori che non vaccinano i loro figli? Tenendo presente che in genere sono persone molto attente alla salute, alle cure naturali ed a un diverso modo di proteggere i propri figli. Leggo intanto una notizia e dei dati che vengono fatti passare sotto silenzio, al solito nostro ci focalizziamo su un punto e non ne vediamo altri: dati, statistiche, rapporti anche dello stesso ministero parlano di un aumento significativo di tumori infantili, di malattie respiratorie, di tumori e malformazioni, nelle zone problematiche a più alto inquinamento, come la “terra dei fuochi” le zone intorno all’ Ilva di Taranto, e ad esempio Brescia, tutta la zona che fu della Caffaro, solo citando quelli più eclatanti a memoria. Si giunge all’assurdo che pretendiamo che i nostri vicini vaccinino assolutamente i loro figli contro il vaiolo, o le ragazzine facciano la inutile e obbligatoria vaccinazione contro il papilloma virus, e poi permettiamo che tutti giochino in parchi in cui è permesso sostare, ma non scavare la terra. Quanti giochi conoscete in cui non si sollevi terra, non si muova il terreno, non si mettano le mani nel terreno? E così anche io sono cascata nel metodo di opporre dati a dati, informazioni a informazioni…e quindi torno al tema in generale, e alla città dove vivo da qualche mese: Valladolid. Una delle cose che ho sempre amato di questa parte del Messico sono i bambini, la loro vivacità ed allegria, la capacità di destreggiarsi ed essere accattivanti anche mentre arrivano a raccogliere due lire cantandoti la canzoncina di Natale, o cercano di venderti qualche oggetto frutto del lavoro di mamma, per potersi comprare un dolce o semplicemente giocare a fare i grandi. La cosa mi ha sempre strappato un sorriso, e qualche soldo è passato di mano. Poi incontro una bambina che non può avere più di dieci o undici anni che accompagna un uomo cieco, lo conduce per mano, sollecita un soldo, e guida la mano del suo “padrone” a ricevere l’obolo. Le chiedo se è il suo lavoro, con il poco spagnolo che possiedo, ed è evidente il suo movimento di sottrarsi mentre mi risponde di sì. I suoi occhi non sorridono, ed anche io mi sento triste e impotente. Mi viene da urlare che i bambini vanno protetti, non usati. Incontrerò più volte al parco lo stesso signore cieco, accompagnato da un bambino, o anche da un adulto, mi viene da sperare che si tratti di un sostegno familiare a turno, ma mi chiedo come si può intervenire. Un giorno, sempre al parco centrale, che raccoglie la vita e l’andirivieni di tutti, compare una donna, compostamente vestita e pettinata, con indosso il tradizionale huipil, che conduce per mano un ragazzo sui 13-14 anni, evidentemente in difficoltà, incapace di comunicare, non guarda, non comunica, prende il soldo che la donna gli fa prendere, ma non sa cosa farne, lo tiene stretto, come gli è stato dato, e non mostra reazione e riconoscimento. Mi viene spontaneo osservare che bisogna fare altro per il ragazzo, ma Mario mi blocca, ricordandomi che qui la situazione dell’assistenza non è quella che conosciamo, e che probabilmente assistere quel ragazzo è un grosso sforzo anche economico, e che richiedere aiuto è necessario, e forse in qualche modo fa fare qualcosa al ragazzo, sollecita qualche capacità di vedere il mondo intorno, di entrare in relazione… forse è vero, e mi ritrovo con i miei schemi mentali ancora una volta messi in discussione. Più tardi riesco a parlarne con Marijoli, che è educadora, così mi ha detto, anche se è arrivata a casa molto alterata perché un bambino a scuola tormenta suo figlio, lei non sa come affrontare il problema se non lamentandosi con la maestra e con la madre del bambino, donna di cui non si fida e giudica male. Dopo un lungo colloquio in cui riesco a tranquillizzarla un poco, mentre lei mi guida nei meandri della lingua, torno a parlare del ragazzo incontrato al parco. Mi dice che l’assistenza ai ragazzi in difficoltà è molto carente, una legge federale impone di accogliere questi ragazzi a scuola, ma non vi è un sostegno, una consulenza psicologica o pedagogica per le maestre, e vi è in tutta la città una sola scuola speciale… Ci sono alcune persone che cercano di aiutare, ma sono poche a confronto con il bisogno.

Mi risulta chiaro da questo e altri incontri, che qui si basa tutto sul fai da te, sia nelle relazioni familiari che sociali, e che il gruppo familiare allargato è la maggior fonte di appoggio per le difficoltà individuali, e quindi i problemi ed i conflitti vi confluiscono. La famiglia, almeno quella che ho conosciuto io, è pronta ad allargarsi e ad accogliere chi la avvicina, come ho sperimentato direttamente, ma è anche pronta a respingere chi rischia di alterarne l’equilibrio con le sue difficoltà personali. Felipe, che è istruttore di taekwondo, ha un atteggiamento da maestro, accogliente e protettivo, attento a contenere la violenza senza reagire, e non vuole nemmeno che suo figlio impari a difendersi usando la violenza, che non è mai un bene, così tende a farsi carico di chi è in difficoltà, cercando di guidarlo verso una vita più sana, ma quando si adagia e si sottrae diviene l’istruttore rigido: se non stai alle regole, non posso aiutarti. Questo succede con il nostro vicino artista, dice lui, che ha un grave problema di alcoolismo ed è giunto alla fase di lasciarsi andare, non reagire, bere solamente. Per un po’ Felipe gli ha persino portato del cibo, assicurandosi che mangiasse, e spingendolo ad uscire e trovare delle soluzioni, ma quando questo si è adagiato nel ruolo di assistito si è sottratto.

In tutto questo, io mi trovo a svolgere un ruolo di mera osservatrice, avverto che ogni società trova le sue soluzioni e la propria organizzazione, e che devo imparare ancora molto di questa comunità, prima di poter intervenire anche solo per dire la mia, intanto approfondisco la conoscenza della lingua, ascolto molto queste persone che ci hanno accolto nel loro giro, e cerco innanzi tutto di comprendere, e riconoscere analogie e distanze.

Non mi risulta che qui ci siano vaccinazioni diffuse e obbligatorie, ma vedo che c’è una grande attenzione ai bambini, che sono belli, curati, spesso con medicina naturale, e in effetti anche i disabili sono un piccolissimo numero,, tenuto presente che qui si vedono tutti, proprio per la loro attitudine a chiedere l’elemosina. Io ho incontrato due ciechi, un signore su una strana carrozzella che guida con un pedale a manovella, una anziana molto anziana con difficoltà di movimento, e la signora con il ragazzino.

Intanto, mentre leggo accuse contro grandi marche di cioccolato che prendono i loro prodotti in aziende che impiegano bambini nella lavorazione del cacao, specie in Africa, visito qui una fabbrica di cioccolato maya. E incontro uno dei centri di resistenza e creatività del mondo maya: si tratta di una cooperativa che ha ripreso la antica lavorazione maya del cacao, chi entra riceve una spiegazione di tutti i passaggi della lavorazione, sino alla degustazione dei vari tipi di cacao purissimo, intrecciato con altri sapori o naturale, proviamo tutto, e alla fine prendiamo due confezioni, una di cioccolato con caffè, e l’altra con chile (peperoncino). Unico intervento non tradizionale che fanno, levano un poco di burro di cacao, per renderlo più adatto alle esigenze odierne, e vendono a parte barattoli di manteca de cacao (burro di cacao) purissima. Torneremo, perché conoscere queste iniziative è coinvolgente e ci apre gli occhi sul “loro” modo di resistere e di affrontare i problemi di oggi recuperando la propria storia e tradizioni.IMG-20160109-WA0001 IMG-20160109-WA0003

Statuette votive tradizionali  di offerta per la benedizione del raccolto

Statuette votive tradizionali di offerta per la benedizione del raccolto

Informazioni su ragionandoci

scrittrice, artista, mi piace riflettere sulle cose, scrivo poesie, racconti, ci ragiono e ne scrivo... sono responsabile delle edizioni per l' associazione Stelle Cadenti
Questa voce è stata pubblicata in Cronache dal Messico..., x un nuovo mondo possibile e contrassegnata con , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...