Di proibizionismo e di esecrazione si muore…

 

Un ragazzino di sedici anni si suicida buttandosi dal balcone durante una perquisizione della guardia di finanza che gli ha trovato alcuni grammi di hascisc in tasca a scuola e che poi è andata a casa per una perquisizione… Ovviamente la cosa provoca scalpore e indignazione, accuse alla polizia di interventi repressivi inidonei ed eccessivi, inadeguati a reprimere lo spaccio e inadeguati ad evitare che un ragazzo si droghi, sempre che accettiamo la parificazione dell’hashish con la droga…

Ora al funerale del figlio la madre ringrazia la guardia di finanza per il suo intervento… e sui social si sprecano gli insulti e lo scandalo verso questa madre anaffettiva, incapace, che ha affrontato il problema nel modo sbagliato, inconsapevole, che non vuole assumersi la responsabilità del male che ha fatto tirando in ballo l’autorità e causando così indirettamente la morte del figlio.

Spero che la signora, che mi sembra un po’ retrograda e perbenista, forse mi sbaglio, non abbia un account su facebook perché credo che rischierebbe di essere massacrata dagli insulti e dalle accuse di essere direttamente responsabile della morte del figlio.

Dovremmo cambiare attenzione e atteggiamento dato che tutta la emozione che questa faccenda ha suscitato è per la convinzione che non sia un caso isolato, che i ragazzini a rischio siano molti, e che se non si parla loro e non li si protegge questi episodi potrebbero ripetersi.

Se il nostro obiettivo alla fine è questo, forse dovremmo cercare di usare un po’ di empatia anche verso la madre, e i genitori in generale, smarriti di fronte alla crescita dei figli, pressati da una situazione sociale deprimente e la responsabilità di contenere i comportamenti e guidare i figli verso la crescita e l’inserimento in questo mondo. Vi risparmio le analisi sul perché i ragazzini invece è proprio da questo mondo che vogliono uscire, e non avendo le ali, non avendo fantasia ed energia, si ribellano un poco facendosi un paio di canne, che li aiutano a reggere un quotidiano piuttosto triste e senza panorami possibili. Li abbiamo cresciuti obbedienti e inermi, incapaci di analizzare i propri sentimenti, e di chiedere aiuto, oltre che di ribellarsi, ed i genitori sono disorientati e smarriti anche da un sociale contraddittorio che pretende obbedienza e competenza, che ufficialmente disapprova i bulli, ma che è fatto per i bulli, e solo a loro da spazio…

Forse la signora pensa che suo figlio è morto perché era malato, non adatto a questo mondo, incapace di stare alle regole… invece io credo che suo figlio sia morto per la mancanza di empatia, per la sensazione di valere tanto poco per sua madre che ha chiamato le guardie per stigmatizzare il suo comportamento.

Ho lavorato per anni con i ragazzi difficili e quando non provenivano da famiglie disagiate, spesso avevano genitori severi e che non esitavano a ricorrere alle maniere forti e all’autorità

Forse il drago ha ragione...

Forse il drago ha ragione…

per fermare i comportamenti dei figli, senza rendersi conto di quanto fosse prodotto direttamente dalla loro svalutazione, dalle regole ferree, che si possono solo trasgredire, dal giudizio negativo. E se sono già giudicato, tanto vale che mi comporti male, il più possibile male, per avere quello che desidero e soprattutto, perché tu papà, o mamma, possa godere del risultato del tuo lavoro ed esserne colpevole, perché sei colpevole, se per perbenismo condanni tuo figlio… Un giro tortuoso che se non si spezza porta inevitabilmente alla catastrofe, la morte per droga, la galera…

Credo che andrebbero educati i genitori, andrebbe lavorato a lungo con loro, ascoltando paure e problemi, perché solamente se rassicurati e sostenuti, anche a sottrarsi dalla preoccupazione per la facciata pubblica, la cattiva figura “quello che dirà la gente”, possono fare adeguatamente il loro compito di genitori, che guidano e sostengono, a volte anche puniscono, ma mai svalutano, giudicano negativamente la persona, invece che il fatto, eventualmente.

Che i ragazzi per crescere debbano imparare anche a contrapporsi, a negoziare, a farsi valere come persone è un fatto, ma questo implica che noi genitori siamo capaci di ascolto, di discussione che non è imposizione, se non in casi davvero gravi. Che anche quando bolliamo un comportamento non venga meno l’affetto e la espressione della nostra fiducia, che sono le molle che possono portare al cambiamento e alla crescita…

Credo che dovremmo contrastare con fatti e dati oltre che con le battute, la vulgata sulla canapa come droga, e la vulgata sulla irreversibilità del cammino delle droghe, persino di quelle più pesanti, dovremmo dare spazio a racconti diversi, a diverso modo di esprimersi, che informi e non spaventi, perché molti adulti hanno accettato acriticamente le notizie che ricevono e troppo spesso considerano perso un figlio che si droga, e temono che sia così anche per un ragazzino che si fa le canne. Cari genitori, senza la vostra spinta dentro il burrone non si passa dalle canne alla eroina, il percorso verso il degrado è quello prodotto dalla condanna a priori e dalla svalutazione, perché se si fa l’equazione hascisc uguale droga, fumi e quindi sei drogato, si spalancano davvero le porte dell’inferno. Per fortuna molti ragazzi e ragazze se ne infischiano di questi giudizi, e si fanno una canna in pace.

La criminalizzazione del comportamento porta alla reazione e al degrado.

E allora pretendiamo una informazione corretta, una adeguata pubblicità a tutti i motivi per cui la canapa viene usata come cura di molti mali, con un impatto sul fisico molto inferiore, se non nullo, rispetto a quello che produce l’uso abituale di antidolorifici, di farmaci per l’asma e persino in alcuni casi di chemioterapia, di cui comunque la canapa attenua gli effetti negativi.

Perché è vietata? La mia idea è che il giro di affari è tale e così facile che verrebbe disastrosamente interrotto dalla liberalizzazione, al punto che anche nei paesi dove è permessa si è dovuto porre un freno al consumo incontrollato, per non correre il rischio che diventassero fonti di approvvigionamento per gli spacciatori di altri paesi.

La pianta della canapa ha molti usi, alcuni conosciuti da secoli, infatti in molti comuni italiani vi è ancora la canepina, il posto dove si lavava e macerava la canapa per farne filo, cordami, tessuti… Poi è diventata una pianta proibita, ed ora si sta provando a usarla anche per ripulire i terreni troppo inquinati, cosa che la canapa fa con ottimi risultati… Qualcuno la fuma, molti la fumiamo, ogni tanto, quando capita, oppure regolarmente, spesso. Come per il tabacco, molto più dannoso e per l’alcool, ciò che potrebbe arrecare alcuni danni (di tipo comportamentale e psicologico, non è provato nessun danno fisico) è l’abuso, cioè un uso eccessivo, ma anche se fumi 40 sigarette al giorno sei autolesionista! Eppure nessuno chiama la finanza per punirti…

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Informazioni su ragionandoci

scrittrice, artista, mi piace riflettere sulle cose, scrivo poesie, racconti, ci ragiono e ne scrivo... sono responsabile delle edizioni per l' associazione Stelle Cadenti
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