RIENTRO IN MESSICO, TRA URAGANI, TERREMOTI E LA NORMALITÀ DELLA VITA.

 

Ebbene sì, siamo rientrati a casa in Messico, più precisamente a Valladolid, nello Yucatan, stanchi del lungo viaggio, con il sollievo di riaprire la porta di casa all’alba di martedi, riprendere il contatto con le cose, gli uccelli che cantano al mattino, gli alberi che sono cresciuti, più ombra nel piccolo patio soleggiato.

L’uragano è già passato, e ha fatto danni altrove, e presto siamo inseguiti dalle notizie del secondo terremoto che ha scosso tanta parte del Messico. Rassicurare, tra messaggi e facebook amici e parenti che nulla è successo qui, a Valladolid, e la sensazione di impotenza di fronte alla violenza cieca che ha colpito e distrutto. Notizie fai da te, faticose e frammentarie, e su tutto emerge una nota positiva, un grande sospiro di sollievo, un moto di orgoglio: come sempre nel momento del bisogno eccoli l’, i “nostri” ragazzi, piantagrane, distratti, svagati, senza futuro… mah, sono tutti lì, a darsi da fare, a farsi su le maniche, a raccogliere e distribuire aiuti, a scavare…

I muratori invece di costruire scavano, cercano vite da salvare, riportano alla luce bambini sepolti, con la delicatezza e la forza che il lavoro richiede.

E i politici parlano, spaesati, quasi spaventati da questo Messico sconosciuto, non rassegnato, che si prende in mano. Sconcertati dai medici che visitano e curano senza formalità e senza soldi, dai piccoli negozi, piccoli supermercati di zona, che svuotano i magazzini per aiutare chi ha perso tutto… E si provano persino a mettere ordine in questo disordine ribollente di vita, si provano a confiscare gli aiuti per ridistribuirli, a chi? Mentre la signora moglie del governatore di Morelos, zona colpita in cui oltre ai danni si contano purtroppo i morti, ecco, la signora invece di fare almeno la beneficenza spuria di cui si adornano i potenti, raccoglie la merce degli aiuti e la rivende nella sua catena di supermercati. Questa non è una maldicenza, una chiacchiera, lo sappiamo che sempre si pensa che ci sia chi profitta, ma avere la conferma del cinismo e della ruberia è sempre deludente, la signora è stata colta in flagrante e denunciata, è davvero triste, e sottolinea più che mai la distanza tra le persone ed i politici, inetti, indifferenti, concentrati su di sé, senza empatia ne responsabilità verso i propri governati. Oramai circola da più parti l’osservazione “non abbiamo bisogno del governo, facciamo da soli, loro non servono” e questa è l’esperienza che le persone stanno vivendo.

Cerchiamo di raccogliere notizie sulle amiche, gli amici che vivono nelle zone colpite e ci chiediamo come possiamo essere utili. Niente contributi alla banca, ovviamente, non ci fidiamo, ma forse il piccolo supermercato locale che raccoglie contributi è più sicuro ed attendibile. Intanto il Consiglio Nazionale Indigeno comunica di aver raccolto fondi grazie alla iniziativa prima delle basi di appoggio zapatiste e spiega nel dettaglio come intende usarli per sostenere le popolazioni indigene colpite, nessuno in Messico deve sentirsi solo, sottolineano.

https://actualidad.rt.com/actualidad/250804-testimonios-ciudadanos-sismo-mexico-19-septiembre-#.WcRXrq5U_Jc.facebook

Informazioni su ragionandoci

scrittrice, artista, mi piace riflettere sulle cose, scrivo poesie, racconti, ci ragiono e ne scrivo... sono responsabile delle edizioni per l' associazione Stelle Cadenti
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