Di nuovo a San Cristobal

Domani inizia il Cuarto encuentro de mujeres medicina. Stamattina all’alba sono partita da Valladolid con la conecta de l’ADO. I viaggiatori per Cancun alle sei e trenta del mattino sono pochi  e quindi ci tocca questo furgoncino su cui e’ difficile salire, che ha un numero ridotto di posti. In cambio la strada sembra essere tutto pero noi, e alle otto o poco piu’ siamo alle porte della citta’, ma poi il tráffico ci inghiotte e mi farà perdere il pulman delle nove pero l’areoporto. Tutto diventa una corsa straniante, non ho il tempo per valutare se imbarcare in stiva la valigia, e lascio al controllo le creme e il balsamo che volevo portare a Tanya. Pazienza,ne ho lasciato uno a casa che le faro’ avere in altro modo. In aéreo vendono solo bibite e cibo di marche che  boicotto, e quindi aspetto di essere arrivata per bere o mangiare. A Tuzla Gutierres, il bus per san Cristóbal aspetta solo me per partire, l’ impiegata che mi ha fatto il biglietto viene a recuperarmi al bagno e una volta arrivata c’e subito un taxi che mi porta all’ albergo. Mi registro e mi chiedono di pagare in contanti, cosí sono costretta a uscire pero recuperare un bancomat, in centro, e lungo la strada trovo finalmente un ristorante vegetariano con un affabile propietario e cuoco dove finalmente posso bere e poi mangiare. Il mio giro in centro, oltre che farmi litigare con un bancomat a cui non piace la mia carta, mi porta a ritrovare alcune cose, ma anche a vedere i danni ancora evidenti del terremoto. La cupola della cattedrale è caduta e vari edifici intorno sono circodati da una barriera di lamiere, forse sono ancora pericolanti. Le Lamiere sono divenute base pero dipinti coloratissimi e punto di appoggio pero la mercanzia dei venditori ambulante.

Ho in mente di comprare un poncho ma i negozi sulla strada principale mi sembrano molto cari, intanto compro ben due scialli da una donna per strada, belli ed economici, e da allora mi sarà difficile districarmi tra le venditrici che han capito che con me ci possono provare con buoni risultati. Io mi sento in colpa perché per convincermi abbassano i prezzi e aggiungono altre cose. Alla fine mi costringo a dire di no, se non voglio spendere troppo. Trovero’ anche il poncho propio come lo volevo, caldo e che protegge la gola. Intanto comincia a piovere un pioggerellina insistente, autunnale, e il primo scialle va benissimo per proteggermi nella lunga caminata per rientrare al b&b, che è lo stesso di due anni fa, anche la camera e’ la stessa, e mi ritrovo stanchissima e un po’ raffreddata. Prendo subito un oscillococcinum e pare che il raffreddore si fermi. Sento il coro degli scettici, ma io sperimento che e’ útile e quindi lo uso. Stasera a letto prestissimo, domani sara’ una giornata intensa.

Questo post è stato rivisto al rientro a Valladolid, era stato pubblicato dal tablet che ha attivato una correzione automatica verso lo spagnolo per cui era illeggibile, e in più non sono riuscita ad aggiungere nessuna foto, cosa che farò prossimamente, insieme al racconto delle giornate dell’incontro

Informazioni su ragionandoci

scrittrice, artista, mi piace riflettere sulle cose, scrivo poesie, racconti, ci ragiono e ne scrivo... sono responsabile delle edizioni per l' associazione Stelle Cadenti
Questa voce è stata pubblicata in Circolo cerimoniale, Cronache dal Messico..., Uncategorized e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...