Luna piena 18 maggio – È stato il vento

Madre Terra, installazione ed opere di Grazia Marino (i dipinti) e Nicoletta Crocella, il mandala

Eccoci a questa luna piena così importante, e difficile! Sto ascoltando il video dei acquafortis, e sento le cose che suggerisce: imbrigliare le nostre emozioni ed andare avanti ad un passo costante anche se sembra che tutto vada male… Ecco, vi consiglio di vedervi il video, e di riflettere su quello che vi riguarda rispetto a quello: questo il link: https://youtu.be/zvyxnDIKmbg
Metto come immagine di copertina questa foto della installazione di omaggio alla madre terra che facemmo con Grazia Marino, che ha dipinto le due grandi tele, mentre io ho fatto il mandala che si è sviluppato nella grotta. Il mandala si è modificato nei giorni della esposizione, abbiamo imparato che alcune cose non erano adatte, e andavano lasciate andare, mentre altre si sono sviluppate ed hanno germogliato. Quelle spighe di grano a segnare l’est, germogliate dentro la grotta, nel profondo umido e ombroso, sono il segno della evoluzione che dobbiamo saper cogliere ed accettare: alcune cose sono semplicemente un poco muffite e le ho dovute togliere, mentre il grano è entrato in contatto con la grotta ed ha germogliato, così come hanno fatto altri rametti di succulente, messi per definire gli spazi, che anche loro hanno tirato fuori radici e pallide foglie nuove. Queste piccole piante germogliate, il grano che a qualcuna ha ricordato il grano del periodo pasquale che si fa germogliare ad indicare la primavera, la rinascita, e le piantine resistenti e tenaci si sono distribuite tra noi, e qualche seme è arrivato fino al segundo encuentro de Mujeres Medicina, e creare un legame tra mondi e storie.

Io sono in un periodo di pressione e riflessione, vorrei finire quanto sto scrivendo sulle mie esperienze in relazione al Ritual feminino e alle esperienze che sto facendo qui in Messico, e penso che il brano che segue si possa inserire con il nostro lavoro e la nostra riflessione con la Luna Piena.

È STATO IL VENTO
E succede che il flusso del discorso si blocchi e mi trovi in difficoltà a proseguire il racconto, a metterci dentro tutte le cose che ho imparato anche in relazione alla mia vita, a sistemare tutti i tasselli di questo incontro meraviglioso che ha portato nuovo significato e nuova energia. A volte mi rifugio in un gioco di tessere da abbinare per lasciar correre il pensiero e cercare il bandolo della matassa, anche ora ( Osservo che la meditazione non è solamente quella definita, ma ci sono varie occasioni di usare azioni pratiche ripetitive, classico è sbucciare i piselli, oppure un altro lavoro pratico ripetitivo per consentire alla mente di mettersi un poco da parte e far emergere altri messaggi ). Mi è venuto in mente tutta la situazione di Riace e di Mimmo Lucano, che a Riace aveva creato un modello di accoglienza facendo rinascere il paese e mettendo in moto energie e capacità per accogliere e far rivivere il borgo. Ecco lui spiegava tutto questo grande lavoro dicendo che “è stato il vento” che fece approdare sulla spiaggia di Riace una barca di migranti, e da lì nacque la necessità e la volontà di accogliere e con l’accoglienza fare rinascere il paese, ripopolare le strade, riparire molte botteghe, creare anche una specie di turismo diffuso di tutti quelli che a Riace continuano ad andare per conoscere l’esperienza e trarne indicazioni e insegnamento. È stato il vento è diventato un mantra, il nome di una associazione per sostenere Riace, il nome del manifesto creato da molti artisti ed altro ancora, perché questa frase non solo racconta il vento che ha condotto quella barca ad arenarsi su quella spiaggia, ma racconta anche dei suggerimenti, dei pensieri delle idee che il vento ha fatto nascere e crescere. A me torna immediatamente il legame tra le storie, i mondi ciò che avviene ciò che dobbiamo fare: il vento ha trasportato l’idea, ha fatto conoscere il progetto ma anche ha sollecitato la reazione di chi non vuole un clima costruttivo e vitale, ma vuole solamente repressione e paura. Il vento ha portato la notizia, la sottolineatura dell’importanza, e quindi ha prodotto sia il consenso e la vicinanza che la reazione. Mi viene da pensare che quando parliamo di risonanza morfica, di idee che passano sulle ali del vento, di energie che si aggregano e si intrecciano, dovremmo tener presente anche la reazione che questo può provocare, i freni che vengono messi. E noi donne lo stiamo costatando anche ora: il cammino che abbiamo fatto, il riconoscere il nostro corpo, la nostra realtà, i nostri diritti, la marea verde in Argentina, le istanze delle donne indigene e campesine, che sottolineano di venire da un’altra storia, altro senso della vita, il riconoscimento della identità di genere e del diritto a sentirsi se stesse, se stessi, senza definizioni esterne di sesso o identità, tutto questo che è un enorme passo avanti, riceve immedatamente la reazione e il contrasto con un vertiginoso precipitare che non à nemmeno solo all’indietro, ma anche dentro una definizione di donna e di uomo che diviene così parziale ed obsoleta da apparire inverosimile, ma potrei citare fior di presidenti e di politici e pubblicisti che si ritirano in questo altrove in cui la verità rivelata contrasta violentemente con la realtà che però si pretende di piegare ad un credo cui non credono nemmeno quelli che lo prclamano, almeno non per sé. E seguendo il collegamento che il pensiero suggerisce come non tornare a parlare di Palestina e di Israele? Quella fede che gli israeliani non hanno, permette loro di dire facendo un triplo salto mortale, che la terra che pretendono è stata loro donata da Dio, e sventolano la Bibbia per dimostrare il loro diritto di popolo, il popolo di Sion… chiunque non sia assolutamente ottuso e disinformato, sa benissimo che tutto questo è falso e ignobile, e che serve supportare la bugia con altre menzogne, come quello di appropriarsi dell’ Olocausto e fare la parte delle vittime di ogni reazione, perché vittime in primis di quei fatti terribili. E su questo si può giocare molto, facendo sì che il mondo assuma su di sé la colpa per quello sterminio e attribuisca ad Israele un diritto acriticamente concesso in cui lo stermino dei Palestinesi è un fatto accidentale ed incontrollabile…
Queste riflessioni sono un poco il legame tra la mia storia, il mio impegno sociale e politico e tutto il discorso sulle energie, sul milionesimo circolo, sul bisogno di uno sguardo diverso che parte da noi senza farci ne protagoniste egoiste ne serve del sistema. Quel bisogno di amore, di amare se stesse che permette di muoversi nel mondo con empatia verso ciò che avviene e insieme di non esserne travolte, perché tu hai la tua ancora alla madre terra, e ti puoi impegnare, cercare di cambiare ma senza perderti in questo cammino.
Lasciar andare alcune cose che stai perdendo come offerta all’universo intorno ed ancora per sostenerti e puntare invece a un benessere e ben vivere che ti fa accogliere ciò che viene.
A livello generale, lasciar andare quello che è stato il rinnovamento che abbiamo conquistato dal 68 in poi, ma non per retrocedere affidandoci alle destre reazionarie, ai paladini della famiglia con un padre padrone che amministra e dirigie,ma per andare oltre, accostandoci con rispetto e voglia di sostenere e proteggere ad esempio ai ragazzini del friday for future, senza metterci sopra le nostre infrastrutture, perché è il loro momento di sollevare il loro problema, e il nostro di sostenere stare accanto senza invadere ma anche senza paternalismi.
Senza paternalismi, senza patriarcato, rifiutando il patriarcato e tutto il sistema che lo sostiene e che ci confina dentro cammini decisi al di fuori di noi. Questa coscienza dell’imposizione di un altro punto di vista, di un credo etarogeneo, viene vissuata fortemente anche nei circoli del ritual feminino, perché c’è una traccia che si è depositata sulla cultura originaria e che ha mescolato le carte, così ora insieme alle antiche divinità legate alla natura, agli eventi, circolano tra noi anche angeli, arcangeli e santi.
Ti capita che la tua scelta razionale di agnosticismo crei un segnale automatico di allarme a sentirti dire che la santa x o il santo Y hanno un ruolo nella tua ricerca, nel tuo cammino, ma poi ti dai la risposta che ovviamente io non invoco idoli o santi per quel che sono nella credenza delle varie religioni, ma il simbolo universale che ad essi sottende, quell’archetipo che prende corpo in ogni cultura ed in ogni realtà. Allora posso studiarmi il libro di Shinoda Bolen, La diosa de cada mujer, la dea di ogni donna, che naviga tra le dee dell’antica Grecia per spiegare le varie attitudini e tendenze di ognuna di noi, riferendosi alle dee come archetipo che ci può aiutare a comprendere. E può succedere che io provi una antipatia fortissima, una distanza infastidita nei confronti di Hestia, la dea del focolare, concentrata su se stessa e sull’interno della sua casa, ordinata e creativa, conclusa in sé, sola, per poi rendermi conto che mi rimanda anche alcuni aspetti della mia vita, il bisogno di isolarsi,di chiudersi, di indipendenza nell’accudire me stessa… E quindi accetti anche un pezzettino di Hestia, e questo magari ti aiuta a vivere diversamente anche le faccende domestiche, il tentativo di tenere casa in ordine e cibo in tavola senza soccombere sotto le pratiche dei lavori quotidiani, ma vivendole come parte della tua vita, come momento di assunzione del tuo essere in te e per te. E poi continui a sentirti magari più attratta dalla forza tranquilla e includente di Artemisia, che ti fa vivere il tuo bisogno di occuparsi degli altri, delle altre come un altro momento importante della tua vita, in cui ancora una volta non ti fai sommergere dal male che incontri, dal dolore, dal bisogno dell’altra, dell’altro, ma impari a vivere con empatia senza perderti nel dolore altrui, ma ascoltando fino in fondo e lasciando parlare la tua mente inconscia, che fa collegamenti. Immagina, ipotizza crea nuove possibilità, individua differenti cammini.
Così ho scritto ad una amica con gravi problemi di saluite, questo il brano iniziale,: “sto rimuginando su alcune cose che riguardano te e la tua malattia ed il mio lavoro con il ritual feminino, con i vari aspetti delle energie che sto facendo qui in Messico mi suggerisce che ci sono alcune cose, analizzando quello che dici e la mia risposta, che forse ti potrebbero essere utili.
Ho imparato ad ascoltare le intuizioni che vengono dal mio intimo, quella saggezza intuitiva ed antica che va oltre noi e che ci abita quando riusciamo ad ascoltare, quindi prendi quel che ti dico come un contributo alla tua analisi su di te, e alla tua attitudine di lotta, ovviamente, come sempre, prendi quel che ti serve, ti risuona, e butta quel che non pensi ti sia utile, dopo aver ascoltato tutto con il cuore, con la parte emotiva, non con il cervello
.”…
Questo di mettersi in relazione con la vita, con le necessità e le fragilità nostre e di chi ci sta intorno è uno dei passi che ritengo più significativi di questa esperienza.
Io sono arrivata qui, ed ho ancora molto da scrivere, ma credo che questo contributo, ascoltando i miei collegamenti, il vagare della mente da un fatto all’altro, possa essere utile per riflettere su di noi, sul nostro modo di relazionarci al mondo.
Per questa luna piena, impegnativa, faticosa che ci mette alla prova e ci invita a comprendere prima che sciegliere che cosa c’è da tenere e cosa lasciar andare, insieme o da sole, accendete una candela, o un piccolo fuoco, e lasciate andare i vostri pensieri e le vostre emozioni ascoltando ciò che risuona, ciò che vi richiama altro, ciò che potete costruire, i suggerimenti che vengono dalla vostra saggezza profonda e cercate di liberare la vostra mente dalle sovrastrutture e dagli schemi di vita che vi conducono per uscire libere e forti a incontrare i nuovi giorni ed il vostro cammino.

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Informazioni su ragionandoci

scrittrice, artista, mi piace riflettere sulle cose, scrivo poesie, racconti, ci ragiono e ne scrivo... sono responsabile delle edizioni per l' associazione Stelle Cadenti
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