Pantere grige?

Io mi sto controllando, perché dovrei fare altro, ma alla fine questo devo scriverlo! Comincio ad essere molto stanca ed arrabbiata dal tono di moltissimi post, e discorsi tra persone, in cui viene fuori solo la geremiade, piangere per come vanno le cose, per il disastro che ci attende, vedrete! dicono, e per le limitazioni: Chi le apprezza insulta chi si ribella, chi si ribella insulta chi le apprezza, e poi tutti insieme lamentano la poca sensibilità, la mancanza di rispetto per gli altri, e la moria degli anziani, che sono improduttivi, inutili, oppure invece no sono utili, sono la memoria eccetera eccetera!

Non vi rendete conto che così facendo scendete sul loro terreno, ed accettate i ragionamenti e gli strumenti dati! Partiamo dal fondo, perché mi tocca personalmente, gli anziani, siamo utili o inutili, produttivi o improduttivi? Ma non è questo il tema, ed il senso! Noi anziani, come i giovani gli adolescenti, i bambini, gli adulti, siamo, ci siamo, e ritengo che abbiamo il diritto di stare di vivere, di respirare, di scegliere come vivere ed eventualmente anche come morire, senza obblighi, sperimentazioni, accanimenti o abbandoni.

Io credo che da questo si misuri una civiltà sana: le persone vivono e si muovono tra i viventi, nell’ambiente, nella natura, offrendo e ricevendo per il fatto stesso di vivere!. Mi sembra che questa sottolineatura che sì servono, sì valgono, sia l’altra faccia della medaglia nazista: sono improduttivi, non valgono.

Ok chi decide quanto vale una persona, e se vale? Si può usare questo metro per valutare il diritto di vivere di una persona?

Perchè ci commuovono alcune morti, e altre ci infastidiscono?

Perché possiamo lasciare che una barca affondi, che persone muoiano nel tentativo di attraversare una frontiera, o per essere semplicemente rinchiusi in un ospizio, o per negligenza?

E ovviamente se non abbiamo a cuore le persone, non vorrai preoccuparti per qualche animale, sia pure in via di estinzione,

Bene è questa scala dei valori che lascia morire bambini e anziani, che ignora le necessità dei non autosufficienti, che considera le donne esseri umani di serie b, o peggio. E poi ci sono gli altri, gli esseri umani inferiori perché sono fuori dai confini, perché fuggono da terre che noi abbiamo devastato, perché chiedono aiuto. Con loro ogni azione per quanto riprovevole è consentita, e l’indignazione è solo il sospiro di un momento, fino alla prossima. Ci sono nazioni intere che sono di sdiritto inferiori, la Siria, la Palestina, il Sarahwi, l’Afganistan, per non parlare dei popoli nativi che ovunque sono considerati ospiti indesiderati della loro terra, per fare spazio ad una civiltà inesistente che si autodefinisce la più evoluta, democratica, civile, e se sei senza tetto è colpa tua, se sei vecchio che pretendi ora? Che ci si occupi di te?,

A condire il tutto hanno messo su l’impero della paura, fenomeno contagiosissimo ma favorito, per cui la minaccia del rischio diviene la leva per avere libertà di azione e distruggere senza opposizione e senza ostacoli.

Ecco quello che io sogno, che mi aspetto, visto che il disagio si diffonde, che le persone prendano coscienza che non è che dobbiamo lottare tra noi, e rimpiangere Conte o qualunque altro ministro o capo di governo, ma dobbiamo farci su le maniche, discutere, parlare, lavorare insieme per decidere che tipo di mondo vogliamo! E per farlo dobbiamo prenderci il tempo per ragionare, per ascoltare, per farci mettere in crisi, per cercare insieme un modo di uscire dalla crisi che non riproponga gli stessi meccanismi del sistema. Dobbiamo inventarci qui ed ora un cammino verso un altro mondo possibile, recuperare le erbacce, le storie, i modi di fare le cose, aggiustare riciclare condividere prenderci cura, astenerci dal dare giudizi gratuiti ed inutili, ma cercare di apprendere dal pensiero di tutti, dal rimescolamento delle carte, dal bisogno e dalle paure che agitano le nostre vite, per muoverci insieme prendendo le distanza dal potere costituito, che oramai è marcio e in putrefazione e non può che inquinare!

Non svendete le vostre case, i piccoli negozi, gli orti o il campo dei nonni, mettete insieme le risorse e ragionate su come si può sostenersi condividere lavorare tutti garantendosi insieme e valorizzando risorse e possibilità, cicale e formiche insieme, perché non bisogna dimenticare la bellezza, non bisogna dimenticare la musica e le altre arti, bisogna riappropriarsi degli spazi, senza farsi confinare nei corsi e percorsi istituzionali. E bisogna ridere, cantare, rilassarsi, lasciar correre sulle sbavature, restare, parlare finché non si raggiunge un accordo sincero e deciso: ricordo un amico che raccontava di incontri con gli zapatisti, dove la cosa più sorprendente era che loro si prendevano il tempo per parlare e per ascoltare finché non arrivavano ad aver compreso bene ed essere daccordo,ci vuole il tempo che ci vuole e per questo non accettavano scadenze precise, richieste di progetti definiti, eppure sono riusciti a costruire un sistema di sostegno e di servizi per la loro gente, ed a diffondere alcune idee importanti nel mondo Tra l’altro gli zpatisti hanno un grande rispetto ed un grande ascolto per i bambini, che hanno spazio nelle assemblee, che richiamano alla coerenza, e al gioco, al sorriso ed alla resistenza, e altrettanto spazio per gli anziani che sanno, pensano condividono.

Prendersi il tempo, nel momento in cui non c’è più tempo , anche questo è rivoluzionario, perché non ci facciamo dettare l’agenda da nessuno, facciamo la nostra agenda, le nostre strategie, cerchiamo di capire, osserviamo, ragioniamo, valutiamo risorse disponibilità, senza farci ostacolare dal distanziamento o dalle altre misure di sicurezza! E in questo rispettiamo gli anziani, e i bambini, gli adolescenti e donne e uomini adulti, perché solo rispettando e ascoltando senza pre-giudizi riusciremo a trovare altre soluzioni, altri modi di vivere e di relazionarsi.

Avrei voglia di darvi uno scossone generale! Vi voglio bene, ma santo cielo datevi una mossa! E non spingeteci a muovere le pantere grige per rimescolare le carte! Se guardate alle ultrasettantenni, direi che c’è un bel gruppo pieno di energie e che si guarda bene dal mettersi a lato e fare la calzetta! Da Angela Davis a Jhoan Baez, Patty Smith a tante di noi e tanti, che abbiamo condiviso lotte, speranze, delusioni, ma non siamo disponibili ad essere gettate e gettati nel mucchio dei vecchi inutili, delle vecchie inutili, o utili, il discorso non cambia! Noi siamo noi stesse, noi stessi, le nostre vite, le nostre convinzioni, il nostro presente, e potremmo decidere che non accettiamo più pesi e valutazioni che non ci riguardano!

Informazioni su ragionandoci

scrittrice, artista, mi piace riflettere sulle cose, scrivo poesie, racconti, ci ragiono e ne scrivo... sono responsabile delle edizioni per l' associazione Stelle Cadenti
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2 risposte a Pantere grige?

  1. Patrizia Cecconi ha detto:

    Ma poi, mi chiedo, chi l’ha stabilito a che età si diventa anziani? Quando ero piccola, anziani si cominciava ad esserlo dopo i quaranta, invece oggi si dice un ragazzo di quarant’anni. A 36 anni si poteva andare in pensione se si era iniziato a lavorare a 18. Oggi a 36 anni si fanno i concorsi per la prima occupazione.
    Draghi a 74 anni ma nessuno lo chiama anziano, per due coniugi di 70 anni scomparsi il notiziario ci parla di 2 anziani. Allora? Allora esiste un’età sociale che travalica l’età anagrafica. E l’età anagrafica ormai è per fortuna possiamo lasciarla stampata sulla carta d’identità. Buon proseguimento di viaggi, di lotte e di piacere.

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