LA CONFUSIONE È MASSIMA, E TUTTI CI SGUAZZANO

Parto dalle dichiarazioni di principio, così facciamo prima:

1- ritengo che obbligare o forzare chiunque a farsi inoculare un vaccino sperimentale sia un crimine contro i diritti della persona. Non credo che sia l’unica soluzione che abbiamo per tentare di porre un argine a questa pandemia

2- la pandemia c’è, non ci sono dubbi, quale che sia la sua origine, molto probabilmente costruita per errore in laboratorio, c’è, e fa male. Fa male soprattutto dove non ci sono cure adeguate e vige indifferenza verso le persone, che sono una diversa dall’altra e con bisogni differenti e quindi non sono infilabili nel cono stretto dei protocolli uguali per tutti.

3- le cure precoci ed attente avrebbero evitato e possono ancora evitare una quantità di morti, ben sapendo che per ogni ritorno influenzale qualcuno finisce in ospedale e qualcuno muore, inevitabilmente

4- il modo del sistema di mettere insieme paura ed inefficienza per orientare unicamente sulla strada del vaccino, eliminando nel frattempo con interventi folli un po’ di persone “inutili”perchè anziane, malate, impossibilitate a difendersi da sole, è stato ed è criminale e viola i diritti umani

5- Risolvere il problema imponendo un lasciapassare per i vaccinati, nonostante i limiti oramai riconosciuti da tutti della efficacia dei vaccini specie nella trasmissione del virus, è semplicemente una carognata finalizzata a mettere all’angolo i recalcitranti.

6- i giovani ed i ragazzi non dovrebbero essere vaccinati, tanto meno spinti a vaccinarsi banalizzando la cosa con feste e gelati

7- La scienza non è una religione assoluta. Sono certa che ci sono un mucchio di persone serie che stanno lavorando sul tema e cercano soluzioni utili, ma non sono quelle che passano il loro tempo in televisione e danno del rincoglionito a un premio nobel, o che silenziano ogni dubbio ed ogni diffidenza. Vorrei davvero che ci fosse un approfondimento di tutti gli aspetti, dubbi e domande comprese, e non una semplificazione manichea, a scientifica

8- non credo ad un complotto nascosto, c’è una ideologia dominante che abita nella stanza dei bottoni del mondo occidentale e dei suoi compagni, ed ha contagiato chiunque vi arrivi: è il profitto di pochi il motore della società, e tutto si deve inchinare al profitto, per ottenere un progresso luminoso e felice per quelli che stanno dentro il sistema.

9- In questo gioco al massacro si infilano i reazionari di ogni risma, che essendo senza remore non hanno problemi a raccogliera la bandiera antilasciapassare piuttosto che quella opposta, a seconda del vento che tira e di come possono fare a mestare nel torbido.

Gli altri temi, si tratti di aborto o di scelte di vita, omosessuali, o trans, o che altro, non c’entrano con questa battaglia e non si deve arretrare di un passo in questa direzione, bisogna contestare ed emarginare chi cerca di infilarli dentro e di far passare posizioni reazionarie e retrive in nome di un complotto generale che loro sono i primi ad ordire, perchè il complotto è questo: regolare e controllare le persone, i loro comportamenti, la loro sessualità. la loro stessa idea di famiglia per ingabbiarle sempre di più in un sistema pseudolibertario bacchettone e retrogrado.

Dobbiamo sorvegliare anche le nostre sensibilità in questo senso, perchè noi siamo cresciute e cresciuti in questo tipo di società e di famiglia, e se è dal 68 che continuiamo a contestare questo sistema, esso alberga anche in noi e se riesce a trovare una breccia ci rende incerte e sensibili a temi fino a poco tempo fa impensati. Non possiamo permetterci che l’altra faccia della repressione sia la normalizzazione reazionaria e pragmatica, e non possiamo ancora una volta accettare il discorso dei due piani: adesso lottiamo per questo, poi, in un futuro felice, ci occuperemo anche dei diritti delle persone, dell’accoglienza, dei diritti sessuali e della educazione libertaria dei bambini. Troppe persone, troppe generazioni sono state sacrificate sull’altare del rimando a quando avremo fatto.

Questa non è la rivoluzione, è una battaglia di retroguardia, una resistenza alla violazione dei nostri diritti, e non possiamo consentire a questi che hanno prodotto il disastro ora di armarsi della difesa di un diritto sfruculiando nel marcio per tirar fuori il peggio. Ci vuole molta fermezza, e purtroppo penso che siamo sempre più isolate e sole, isolati e soli, perchè le sirene dell’ammucchiata portano troppe persone a condividere e lodare azioni di gente che consideravano diversamente fino a poco tempo fa.

E qui devo segnalare che sono letteralmente furiosa con quelli che si definiscono compagni, che sono fuori della stanza dei bottoni ma si sono fatti incantare dalla scienza-spettacolo di alcuni figuri e lasciano da sole le persone che sollevano problemi. Non avete capito che state offrendo un varco al peggio, e non sapete che contestare le persone con cui si manifesta in piazza, e ce n’è di tutti i tipi, ma non sapete altro che mettervi contro i dubbi, la problematicità, le difficoltà di chi si trova a vivere sulla propria pelle una oppressione inqualificabile. Ricordate tra l’altro che l’Italia sta diventando un laboratorio, e le cose andranno avanti sempre peggio nel mondo, se passano da noi in questo modo indolore con le complicità di tutti o quasi.

Aggredire le persone, bollarle come novax, facendo così una generalizzazione violenta e distorta, augurare loro di morire, accordarsi tra sindacati e confindustria per obbligo di vaccino o simili è una vergogna inqualificabile che alimenta la reazione e ricadrà sulle vostre teste. Io sono per un discorso di confronto, di amore e di incontro, ma mi riesce sempre più difficile destreggiarmi tra insulti e bassezze, o spiegazioni infantili da manuale: chi non è daccordo o ha dei dubbi non è cretino, non va convinto o persuaso, va ascoltato e rispettato, per il bene di tutti, che ci vacciniamo o no, siamo tutte e tutti esseri umani in bilico sul disastro, ed ognuna e ognuno cerca il suo modo di salvarsi o almeno ritardare lo sfacelo, inutile aggredirci o insultarci tra noi, non faremo che cadere prima nel baratro.

Ah, notizia dell’ultima ora: forse non ci piace, ma siamo tutti esseri mortali e il rischio di morire è connesso al rischio di vivere. Penso che sia meglio correre il rischio di vivere, visto che un momento o l’altro la morte ci aspetta,nel frattempo, meglio vivere.

Informazioni su ragionandoci

scrittrice, artista, mi piace riflettere sulle cose, scrivo poesie, racconti, ci ragiono e ne scrivo... sono responsabile delle edizioni per l' associazione Stelle Cadenti
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