UNA COSA ALLA VOLTA ?

Mi sono ascoltata dire “Spero che questa follia finisca presto, perché così poi ci occupiamo delle cose serie!” E mi sono fatta paura da sola! Perché affrontare le cose una alla volta, sperando così di fermarle non farà altro che affossare ogni resistenza. Intanto che noi ci preoccupiamo del super green pass, e dell’obbligo vaccinale paventato, succedono un mucchio di cose a cui non facciamo caso, rimandando a dopo il rimettere a posto il mondo. Ad esempio Israele bombarda la Siria, e prepara una incursione a Gaza, si alimentano venti di guerra più o meno fredda con la Russia e la Cina, e loro intanto chiudono i rubinetti del gas e mezza Europa va in crisi e al freddo, e sapete che cosa succederà? Che correranno ai ripari devastando altro territorio, facendo dell’ Italia come progettato da tempo l’area di stoccaggio del gas da diffondere in Europa, attraverso impianti pericolosi in porti e siti già oberati. Solo un paio di esempi, intanto cresce la ottusa ammirazione a sinistra per papa Bergoglio e la pesante opposizione dei gruppi della destra lefreviana, e benchè io non voglia entrare nelle questioni religiose, non posso che notare la gravità, dato che la destra lefreviana agisce e parla nei gruppi a cui in molti aderiamo per la opposizione al green pass, e grazie alla concetrazione su questo fa passare temi reazionari che ci avrebbero fatto inorridire fino a poco tempo fa.

Allora credo che sia tempo di prendere in mano le nostre vite e le nostre idee e non farci dettare l’agenda da altri che da noi. Ci sono cose su cui concentrarci subito, perché da quelle ne discendono molte altre. La prima è la gestione della economia. Ultimamente viene usata in modo spudorato per mettere in ginocchio ogni opposizione: se sei al verde, ed hai problemi di sopravvivenza non starai tanto ad opporti alla protezione offerta da una società che ti vuole succube e alieno. Bisogna fare subito una analisi e dei progetti di sopravvivenza fuori dal sistema della economia dominante, puntando alla creazione di nuclei avanzati di scambio e mutuo sostegno basati sulla condivisione dei saperi e il baratto nel modo migliore possibile, e sfruttando anche le pieghe del sistema, quel che gli sfugge, o inevitabilmente deve sostenere per poter continuare a gestire il consenso.

Tenete presente che la disperazione potrebbe andare oltre la paura, e che potrebbero esplodere nuclei di violenza incontrollata e mal diretta, che magari il potere si augura per giustificare mano forte e repressione. È necessario prendere in mano consapevolmente l’azione

Cominciamo a fare un bilancio di zona, di vicinato, di relazioni, per vedere quello che abbiamo e che possiamo condividere e scambiare, cominciamo ad organizzarci perché i bisogni e le possibili risposte si incontrino in un clima di reciproco sostegno e di affetto, confrontando le differenze con amore ed apertura. Lasciamo fuori il segno della rabbia inutile, che è funzionale al clima di conflitto e repressione, ma costruiamo percorsi di responsabilità e collaborazione in cui sia possibile anche la allegria, la felicità, respirare aria pulita e pensieri felici.

Credo che bisogna proprio puntare ad una rivoluzione dal basso, economica e culturale, perchè tutto questo clima emergenziale è funzionale, e coinvolge tutte queste persone, solo una cosa alla volta, in modo totalizzante, e questo fa il gioco del peggio, che intanto infila dentro tutti i temi reazionari possibili e tende a mantenere lo status quo nella sua struttura generale, vedi famiglia, potere sui figli, diffidenza verso omo e trans, e sfruttamento delle risorse ambientali per le necessità umane, con una prepotenza degli umani. Ah, naturalmente come facciamo ad occuparci dei migranti che muiono in mare a centinaia, mentre ci mettono in fila per il tampone al freddo e al gelo, così se non eravamo malati un raffreddore ce lo prendiamo di certo , e ops! “omicron”! E quarantena, e altre restrizioni, e loro raccolgono con indifferenza i cadaveri, come se fosse una calamità naturale, e preparano già il dopo con altre emergenze. Dobbiamo imparare a vivere nell’emergenza, sfruttare tutte le pieghe del sistema, ad esempio le leggi esistenti, la costituzione, per denunciare le omissioni di soccorso, le violazioni dei diritti e quant’altro si possa fare. Rivendicare tutto il rivendicabile, studiare con gli avvocati più esperti e solidali i percorsi possibili, sostenere chi viene denunciato. So benissimo che sono percorsi lunghi, oltre ad occupare spazi, usare tutte le risorse che abbiamo, questo è quanto serve per smuovere il sistema, e sapere che ogni singola azione fa parte di un insieme, ha mille legami e mille correlazioni, e quindi occuparsene con molta attenzione, evitando ogni sbandamento reazionario che inevitabilmente porta acqua al mulino del potere.

Informazioni su ragionandoci

scrittrice, artista, mi piace riflettere sulle cose, scrivo poesie, racconti, ci ragiono e ne scrivo... sono responsabile delle edizioni per l' associazione Stelle Cadenti
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