LUNA PIENA 17 GENNAIO 2022

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…,

Queste sono le voci dei nostri corpi,

Poteri di ognuno dei nostri corpi,

cammino, intero, inizio

Fiori di ognuno dei nostri corpi.

Questi sono i nostri confini a spirale

Portando avanti i tuoi inizi,

Incatenando tra le ombre alle figlie,

Andando oltre i nostri inizi,

Luna delle nostre figlie, e mamme. —


(Nota: Ho posto come immagine la prima pagina del file che ho inviato per la luna piena, per mostrare anche il testo originale della poesia e la immagine con cui è pubblicata)

Cominciamo con la poesia di Anne Finch per questa Luna Piena di inzio d’anno.

La prima Luna Piena sarà infatti tra due giorni, il 17, e ci troviamo a fare i conti con questo inizio d’anno pieno di attese e di timori più che giustificati, ma che è necessario lasciar andare per comprendere ciò che ci attraversa, dove ci porta questa Luna del gelo, che però già segna il ritorno della luce, l’invito a mantenere il contatto con la nostra sapienza interiore, ed anche con la nostra ombra, però cominciando pian piano ad aprire un occhio anche sull’esterno, su quello che succede intorno, sulla natura che ci circonda, ferita e oltraggiata ma certo non doma. Questa Luna ci invita ad accogliere il cambiamento, a progettarlo e pensarlo,e lasciar andare ciò che ci disturba e ci danneggia, le abitudini dannose, la nostra relazione con il denaro e con il lavoro, i progetti, la vita. Se restiamo abbarbicate sulle abitudini, sulla necessità per cui ci troviamo senza alternativa, e rivalutiamo TINA (There Is No Alternative) ci ritroveremo presto nella trappola della crescita, del capitalismo, della impossibilità di cambiare nulla. Considerate tutti i Non si può fare che abbiamo lasciato passare , e le loro conseghuenze:

Non si può permettere a chiunque di entrare

Non si può garantire un minimo decente a tutte e tutti

Non si può rendere le scuole posti accoglienti

Non si può criticare il manovratore

Non si può criticare Israele e quindi non si può difendere la Palestina

Non si può aiutare la Siria o i curdi contro la Turchia o Israele

Non si può dissentire dalle norme vigenti

Non si può scegliere come curarsi e come vivere

Non si può preservare l’ambiente e la natura a costo di limitare o fermare il progresso…

Questo è un breve carente elenco delle cose che non si possono fare collettivamente, o personalmente, cui va necessariamente aggiunto

Non si può occuparsi dei femminicidi, della oppressione delle donne

Non si può non è il momento di fermare le violenze razziste e omofobe

Non si può

Cancelliamo con un bel tratto di penna tutti i non si può sopra.

Ecco, se stiamo dentro il già dato, il patriarcato ed il capitalismo che vanno a braccetto, ancora qui siamo confinati e confinate, facendoci credere che la libertà sia avere il foglio verde in ordine e potersi muovere dentro gli stretti confini del sistema, oops!!! ci siamo sbagliat, ora per muoversi ci vuole un altro controllo, e i confini divengono più stretti, non viaggiate, non spostatevi, non riunitevi in troppi, non correte, non abbracciatevi, non respirate. Qualcuno si è spinto persino a suggerire di limitare il tempo per fare l’amore, evitando troppi baci e preliminari, per non contagiarsi… Cioè state fermi immobili, respirate poco e male, mascherati, se no vi ammalate. Viene da dire grazie ultima variante che ha messo in ridicolo tutte le precauzioni attaccandosi a destra e a manca senza permesso, vaccino o non vaccino, sconvolgendo così le carte e rendendo necessarie le cure precoci per contenere la virulenza del virus. Molti si sono infettati, molte si sono infettate, nonostante precauzioni e distanziamenti. Bene, questo ci voleva, perché si superi questo scoglio e si cominci a guardare al passato per progettare un futuro diverso, indispensabile se non si vuole ricadere negli stessi meccanismi alla prossima emergenza che si prefigura dietro l’angolo. Dobbiamo cominciare a ragionare, a pensare tra noi come si può progettare un modo diverso di vivere, un modo di condividere sia la cura che il benessere, mettere insieme tutto per creare partendo da noi, dalle nostre realtà quel mondo nuovo a cui aspiriamo.

Io credo che il cambiamento sia qui , stia maturando sotto i raggi della luna e col sole troppo caldo che stiamo sperimentando, dobbiamo attrezzarci per il nuovo che non sia limite e sofferenza, ma nuove libertà per costruire insieme il nostro mondo. A me come al solito vengono in mente piccoli gruppi collegati e aperti, progetti comuni di costruzione di sinergie, ci sono un mucchio di cose che si possono costruire ragionando insieme: dallo scambio di semi nativi all’orto collettivo, alla spesa fatta nei gruppi di acquisto che sostengano i piccoli coltivatori puliti, alle riparazioni, riciclaggio, spesa collettiva con una sola macchina per un gruppo, dalla cura dei bambini in una responsabilità collettiva degli adulti verso i bambini: ogni persona più matura deve sentirsi responsabile del benessere, della cresita libera e sicura di tutti i bambini e le bambine, considerandoli parte integrante del gruppo sociale ed ascoltandone idee e suggerimenti oltre che le richieste, perché a volte sono più liberi e libere di trovare una soluzione creativa, o pongono le domande che spiazzano tutti e obbligano a cercare altre strade. E gli anziani, le anziane, anche essi parte attiva e importante di una comunità, con quello che hanno da dire, da raccontare, ma anche da insegnare di sapienza e tecniche che se ne stanno andando affidando tutto alla tecnologia. Ognuna ed ognuno, partendo dal suo punto di osservazione può trovare apporti da portare al progetto collettivo, in modo che si possa sopravvivere al cambiamento, affrontare il passaggio, che comporta rischi e perdite , per arrivare al nuovo assetto in modo felice.

C’è stato da poco la festa dell’ Epifania, qui i Re Magi sono molto riconosciuti, ed io mi sono trovata a ripensare al racconto della nascita di Gesù e alla rivelazione offerta dai Magi al mondo considerando che cosa è successo in quel tempo, e rapportandolo all’oggi: qualunque sia la nostra posizione nei confronti della fede o meno, non possiamo negare che quella nascita, e quella narrazione, hanno segnato una svolta potente nel cammino dei popoli. Certo se andiamo a guardare i fatti storici, forse la storia della nascita del bimbo divino è un mito che ha molte analogie in tutte le fedi e i mondi, ma qualcosa deve essere successo che si è depositato nel racconto così come lo conosciamo, e allora il mito diviene importante per quello che vela e svela, per quello che significa: c’era una situazione di povertà, e discriminazione delle persone, per cui questi venuti da fuori senza soldi non hanno trovato un alloggio accessibile, anche se Maria doveva partorire. Rifugiarsi in qualsiasi angolo dove ci fosse un po’ di protezione e calore è diventato necessario, e resisi conto di quel che succedeva i pastori, con il passaparola che in genre avviente tra la gente semplice senza tante remore, si sono recati alla grotto per portare quello di cui poteva aver bisogno quella coppia di persone con un bimbo neonato, che ha potuto essere accudito e curato. Rimasero un poco in quel piccolo rifugio, e intanto, tre saggi orientali leggendo le stelle, si resero conto che era successo qualcosa di importante che avrebbe segnato una svolta nel mondo, e si misero in cammino per trovare quel segno, quella svolta ed esserne testimoni. Vicini alla meta, si ritrovarono a perdere le tracce, e allora si informarono dalle autorità più importanti, rivelando ciò che quella nascita, quel bambino prometteva. I potenti non ne sapevano niente, e quindi invitarono i saggi a tornare portando loro le notizie precise , perché potessero onorare il bambino. Resisi conto che rivolgersi alla autorità costituita era un errore, ed anche pericoloso, i saggi tornarono a guardare il cielo, ad interrogare le stelle, e a questo modo trovarono il bambino, e gli offrirono doni simbolici, oltre a riconoscere che avrebbe avuto un futuro significativo ed importante, sarebbe stato l’agente di un cambiamento drastico, di una rivoluzione. Non fu difficile comprendere che il potere si sarebbe attrezzato per fermare sul nascere quella rivoluzione, i magi tornarono di nascosto alle loro terre, e Giuseppe e Maria, con il bimbo, presero la strada dell’esilio per proteggerlo dalla violenza del potere. Che si abbattè senza remore su tutti i bambini maschi sotto i due anni, facendo la strage degli innocenti. Il cambiamento, radicale, rivoluzionario stava arrivando, ma non fu indolore, fu costellato da ostacoli , violenze aggressioni.

Oggi credo che dovremmo tenerne conto quando siamo stanche e deluse da quel che succede intorno, perché possiamo continuare a lavorare per il cambiamento, per un ribaltamento drastico e rivoluzionario del sistema che così ci opprime. Ma dobbiamo anche sapere che le sofferenze che si prospettano stanno nella represisone nelle sue varie forme, dal carcere, fogli di via, multe, a metterci in ridicolo, banalizzare ogni discorso che devi dal già dato, nel dirci idealiste utopiste rivoluzionarie cretine e magari anche novax… Ma sapendolo possiamo cercare di proteggerci, di proteggere le persone, che almeno non ci siano altre stragi, già ne abbiamo viste tante, ma adesso è il momento di usare nuove parole, parole di ottimismo, di libertà, di energia, felicità, amore solidarietà, dobbiamo costruire le parole positive che l’Universo possa accogliere e orientare, perché se restiamo sulla rabbia e sul negativo restiamo nel vuoto, e senza prospettive.

Per tornare alla Luna piena: forse è il momento per un bilancio, ciò che è maturato in questo inizio, con un ringraziamento sincero a tutte le energie del nuovo che si sono messe in moto, anche se ora ci sembrano solo piccole cose, e poi scrivere su un foglio tutto quel che vogliamo lasciar andare, ciò che è chiuso e finito, ciò che ha fatto il suo tempo ma ora non serve più. Elencato tutto ringraziando per le lezioni di vita, per quello che ci ha portato, ma che ora deve allontanarsi. Questo foglio lo bruciamo alla fiamma di una candela, rossa o bianca, lasciandolo andare. Un altro foglio invece deve raccogliere i propositi, le speranze, ciò che ci attendiamo da questo nuovo anno in senso costruttivo ed emotivo, di realizzazione. Questo foglio lo teniamo con noi e lo seminiamo nell’Universo quando lo abbiamo maturato bene, affidandolo ad un piccolo fuoco, o ad una nuova candela, piccola, da lasciar bruciare fino in fondo perché porti con la fiamma e con il fumo velocemente all’universo i nostri propositi.

Cominciamo da subito a trovare modi di esprimerci positivi, costruttivi, di amore e ringraziamento, anche quando si deve rigettare qualcosa con fermezza, non usiamo condanne, ma allontanamento, augurando evoluzione positiva, svolte, cambiamenti di energie. Più siamo che lavoriamo in questo senso nelle nostre vite, più vedremo che le nostre vite divengono più costruttive e amoniose, felici, vivaci. E ogni vita che diviene positiva e attiva si lega alle altre vite positive, e si crea quel legame tra i mondi che consente uno sguardo nuovo, positivo, costruttivo e felice.

Con tutto il mio amore per un anno di cambiamento in cui siamo in grado di contenere il dolore e lasciar fluire la speranza, la gioia ,il buen vivir

Informazioni su ragionandoci

scrittrice, artista, mi piace riflettere sulle cose, scrivo poesie, racconti, ci ragiono e ne scrivo... sono responsabile delle edizioni per l' associazione Stelle Cadenti
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