DIVIDE ET IMPERA

Ci sto rimuginando da un po’, questo è un testo molto difficile per me, però avverto il rischio che ci troviamo in una situazione insostenibbile senza le risorse per farvi fronte, innanzi tutto le risorse di solidarietà, di relazioni affettive e di sostegno reciproco che sono indispensabili per cercare la via di uscita da questo momento buio.

Vista da lontano, la situazione oggi in Italia mi sembra disperante, e con pochissime opportunità di trovare qualche soluzione.

Mi sembra che il nodo sia la frattura che si è creata durante la pandemia, con la connivenza di buona parte della sinistra, non solo quella istituzionale, ma anche molti centri sociali, no tav e quant’altro: accettare e difendere norme come il green pass, ma tutte le chiusure che la pandemia ha imposto mi è sembrata una assurdità pericolosa, un allinearsi al potere in nome di una sicurezza che non passava certo da lì.

Mi chiedo, e vi chiedo: che fine hanno fatto le analisi che ci siamo passati in questi anni sulla gestione del potere?

Tanto tempo fa, ero nella cucina di un centro sociale e chiesi alle persone che lavoravano lì come si regolavano con le norme sanitarie, dato che cucinavano per un buon numero di persone ogni giorno. La risposta mi piacque molto, e la trovai rassicurante: non abbiamo bisogno delle norme scritte, noi curiamo la nostra salute, vogliamo stare bene, e quindi pensiamo noi a fare per il meglio

Questo atteggiamento è precipitato in maniera disastrosa di fronte ad una influenza, e a volte polmonite, un po’ più seria che in altri momenti.

Mi chiedo ma dove è finita la vostra critica del sistema? Paura di morire, come tutti, ma non era la peste, a molti di noi è risultato evidente fin da subito che c’era un lavoro di contenimento e repressione, che le norme erano necessarie a mettere in ginocchio ogni dissenso, e a dividerci ognuno a casa sua, impossibile riunirsi, impossibile muoversi, persino respirare era condizionato dall’uso costante della mascherina. Ma quanto avete accettato senza critica? Come avete fatto?

Non c’erano al vostro interno medici consapevoli in grado di passare una diversa lettura della realtà e della malattia? Visto che questi sono emersi e si sono espressi abbastanza presto, perché mai non avete approfondito, non vi siete informati, e avete subito acriticamente il tutto?

Siete cascati nella trappola del definire di destra, disinteressati al bene comune, quelli che si opponevano, e a questo punto non avete più ascoltato nessuna argomentazione, nessuna critica… e avete lasciato oggettivamente in mano alla destra la gestione del dissenso, lasciando soli quanti e quante di noi si sentivano sempre di sinistra. Quanti come me hanno una storia di vita sempre dalla parte dei deboli e degli oppressi, fuori dalle istituzioni, pagandone i prezzi ogni giorno. Ma eravamo tanti e tante, avevamo compagni, compagne con cui condividere lotte e aspirazioni, una su tutte la libertà.

Bene, il sistema è riuscito nel suo intento: ci ha diviso, ha allontanato e isolato quelli di noi che si sono ribellati ed hanno cercato altre notizie e altre informazioni.

Mi chiedo come avete fatto a fidarvi di gente cui in altri momenti non avreste dato un soldo bucato.

Per la salute, ovviamente! Instillandoci la paura il sistema è riuscito a fare breccia e vi ha convinto.

Adesso urlate al ritorno del fascismo, ma quando alcuni di noi affermavano che il green pass e l’obbligo vaccinale erano norme liberticide che richiamavano altre tessere, non avete voluto ascoltare: siete riusciti a chiedere green pass per frequentare centri del tutto alternativi, avete allontanato chi sollevava problemi, invece di discutere, approfondire, ascoltare pareri diversi.

E adesso che emergono alcune cose che noi affermavamo, tipo che il vaccino non è stato sperimentato a sufficienza, e non per prevenire il contagio, nessuna prova per eventuali danni ai ragazzini o alle donne incinte… niente di quanto noi affermavamo si è rivelato errato, ma nessuno che vada oltre una debole ammissione che forse si è esagerato!

Intanto cercate di riprendere come se niente fosse, se questa frattura non fosse avvenuta, e vi aspettate solidarietà alle vostre lotte.

Una domanda cattiva, ma pertinente: di fronte a quale lettura del “bene comune” si areneranno queste lotte? Chi vi fermerà? La guerra, un rigurgito del covid, la crisi ambientale gestita contro le persone ? che cosa?

Siccome i tempi sono bui e si fanno sempre più oscuri, a me sembra urgente che la frattura venga ricomposta facendo un’analisi spassionata di che cosa è successo, di quali nodi sul cammino ci hanno fermati, perché a me pare che se si aggredisce e si emargina il dissenso non si va e si torna assimeme, non si va da nesusna parte, c’è una breccia in cui sempre può inserirsi il sistema, e la solidarietà dei fratelli, delle sorelle, delle compagne e dei compagni, è condizionata da valutazioni esterne, limitata dalle connivenze col sistema. Questo ha aperto una voragine di rischi e di condizionamenti, per cui è diventato difficile mantenersi lucidi, coltivare il dissenso e insieme evitare il rimescolamento di carte che da destra si è abilmente cercato di inserire dentro i temi all’ordine del giorno.

Allora è da qui che bisogna ripartire, guardarsi in faccia , criticarsi, litigare, ma per unirsi, non per dividersi. Dobbiamo guardare insieme i rischi che abbiamo corso, le soglie che sono state superate, e chiederci come ricomporre una relazione solidale. Credo che sia doloroso, molte e molti di noi si sentono feriti e abbandonati, però se non riusciamo ad andare a fondo a questi temi non faremo un passo avanti, vivremo altre stagioni di sospetto e isolamento del dissenso che sono un regalo al sistema ed alla sua volontà di governare e dirigere il mondo: da sempre divide et impera è il mezzo per impedire di resistergli.

Vorrei aggiungere sommessamente che mi sembra che abbiamo perso la base: una idea alternativa di mondo, siamo cascate e cascati nella trappola che questo è l’unico mondo possibile, abbiamo dimenticato tutto quello che sta fuori, tutto quello che altrove si va faticosamente costruendo, e non abbiamo un orizzonte condiviso verso cui tendere, per questo ogni trappola ci blocca.

Vi voglio bene, non possiamo permettere al potere in ogni sua forma di dividerci e silenziarci, ma dobbiamo osare!

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Informazioni su ragionandoci

scrittrice, artista, mi piace riflettere sulle cose, scrivo poesie, racconti, ci ragiono e ne scrivo... sono responsabile delle edizioni per l' associazione Stelle Cadenti
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