BUON ANNO RIVOLUZIONARIO!!!!

Eccovi i miei auguri per questo 2018 che sta arrivando, sono le due pagine, fronte retro, di un biglietto di auguri da stampare e piegare in 4:

CapodannoCapodanno1

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APPELLO ALLE DONNE ISRAELIANE E A TUTTE LE DONNE CHE HANNO GRIDATO NI UNA MENOS!

Circola da più parti la notizia che un giornalista israeliano, noto per la sua violenza contro i palestinesi,  ha suggerito neppure troppo velatamente, che uno stupro sarebbe una buona punizione per Ahed Nur e Narmina Taimi, prenderle nel buio e senza telecamera e testimoni, lasciando anche intendere che la stessa sorte potrebbe riguardare le donne e adolescenti palestinesi in carcere…

Ora , non voglio in questo momento entrare nel tema delle colpe vere o presunte delle tre donne palestinesi, ma sul pronunciamento di quest’uomo, e sul vostro silenzio in merito. Forse non è così, e i media si guardano bene dal far sentire le reazioni contrarie, ma credo che sia il momento di alzarsi in piedi e urlare che nessuna, per nessun motivo può essere violentata, che l’integrità del corpo va salvaguardata. Quando gridavamo ni una menos, quando da tutto il globo abbiamo testimoniato che metoo, anche io ho subito violenza e prevaricazione, sentivamo nei nostri corpi le ferite di tutte le violenze e gli stupri, e sapevamo che se la prevaricazione maschile è esperienza di tutte, molto è dovuto anche al fatto che si permette di usare lo sturpo come arma di guerra, il corpo delle donne come territorio da conquistare.

Dobbiamo gridare ancora che no, non si può fare, nessun uomo deve sentirsi autorizzato ad usare il suo pene come un arma per punire, invece che come mezzo di incontro e reciproco piacere: gli uomini israeliani, i soldati i giornalisti, i politicanti, i coloni, li educate voi donne israeliane, a voi il compito di interrompere questa catena di violenze, a voi e tutte noi il dovere di proteggere altre donne da ciò che abbiamo urlato che no, che non si può, che basta!.

L’uso della violenza contro le prigioniere è una prassi che ancora serpeggia in molte situazioni di oppressione nel mondo, ma che si possa dichiararlo pubblicamente e impunemente credo che debba suscitare una reazione pronta e enorme.

So che ha suscitato sconcerto nella società israeliana vedere il video dove questa ragazza, queste ragazze, reagiscono con il solo strumento dei propri corpi, alla prevaricazione di soldati armati, cercando di evitare che essi entrassero nelle loro case, io penso che la presenza di quei soldati fosse illegittima e pesante, ma credo che sia evidente la sproporzione di forze e la limpidezza del comportamento di Ahed, che in ogni video fin da quando era più piccola, si vede opporsi direttamente e apertamente, sempre senza alcuna arma, nemmeno una scopa, una forbice, ma solo con la propria presenza.

Mi auguro che le donne israeliane provino un poco di empatia per questa bambina nata e cresicuta sotto l’occupazione, che i gesti di incontro, i tentativi di parlarsi divengano ora una forza travolgente, che possa salvare Israele e Palestina dal baratro.

Chiamo tutte le donne ad alzarsi in piedi contro la violenza, contro lo stupro come arma di guerra, contro tutte le violenze alle donne prigioniere, in Israele e Palestina o in America Latina e in altre parti del mondo: noi non siamo terra di conquista, noi non siamo merce di scambio, nessuna donna, nessuna bambina più.

catene spezzate

Catene spezzate, opera di Grazia Marino, tempera su tela

 

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Solstizio d’inverno

Si è spento il sole

di questo solstizio di dolore.

Piange il mondo

mentre precipita nel buio

di repressione e violenza

le donne, le ragazzine

chiuse in carcere per vivere

per amare la loro terra come Ahed

o per difendersi dal troppo dolore

in un mondo capace di condannare

chi si è difesa, e anche chi si è fatta guardiana

delle acque, della terra, della vita.

Uomini e donne oppressi in questa guerra

contro le genti e i popoli, i potenti galleggiano

su un mare di sangue e deprivazione,

Ignorando le promesse di vita.

Ma lenta, tenace, rinasce una piccola luce

ogni cuore acceso d’amore, capace di compassione

porta la sua fiamma a brillare

e illuminare la notte della condivisione

il dolore diviene forza diviene luce

si apre il sorriso dell’incontro

costruisce impavido nuovi cammini

di resistenza e scambio e gioia

e affetti, e fantasia, e forza.

I piccoli fuochi si uniscono

si collegano a costruire insieme

una grande fiamma forte

il nuovo mondo possibile

Ogni giorno, ogni mattino

lenta, inarrestabile, la luce ritorna

un poco più forte, un poco più distesa

sino a conquistare la notte

Non riuscivo a scrivere nulla di buono per questo solstizio, per questa Luna nuova appena passata, momenti forti di lasciar andare il vecchio, ciò che non serve più, e di accettare il nuovo che viene, prospettiva di un cambiamento che sarà il segno dei prossimi anni. La poesia aiuta ad iniziare.

Il buio che ora sembra sovrastare ogni cosa io credo che sarà sconfitto proprio dall’involversi su se stesso, dal voler occupare tutti gli spazi: non è più tempo di attendere che il vento cambi, che vengano giorni migliori, noi siamo il vento, solo noi possiamo portare il cambiamento che auspichiamo, con durezza e perseveranza, con amore e tenerezza, senza lasciarci travolgere dallo scoramento e dal dolore: non possiamo lasciare sole le persone oppresse, Ahed, Narmina e Nur incarcerate per la loro resistenza, i migranti al gelo in montagna o sulle rotte del mare, non dobbiamo permettere i decreti sul decoro urbano che uccide e tormenta i poveri e i senza tetto. Il Potere è sopra di noi, ignora la nostra volontà e le nostre scelte, e noi possiamo decidere di ignorare i suoi editti peggiori, di aggirare quelli che non possiamo eludere completamente, di boicottare tutto il sistema economico capitalistico, scavando le fondamenta di questa costruzione di cartapesta e scansandoci quel tanto perchè cadendo non faccia troppi danni a chi sta sotto.

Mentre lentamente la luce del giorno rosicchia le ombre della notte, lasciamo crescere la luce che c’è in noi, e cerchiamo di costruirlo il nostro mondo, il nostro ambente, le nostre case fragili e sane, magari fatte con la spazzatura, o con gli scarti. Raccogliamo la luce che ci viene dalle varie parti del mondo, oppresse ma non arrese, siano i Lakotadi standing Rock o le popolazioni dell’ Honduras, o persino l’Argentina che di nuovo si ribella e ha fermato la riforma delle pensioni che Macrì voleva imporre, o i popoli nativi che rivendicano spazi e cultura e un modo diverso di fare politica. L’accoglienza che riceve in Messico non solo fra gli indigeni, ma anche tra studenti universitari e villaggi vari, la candidatura di Marijchui, l’ascolto che riceve una avventura come quella di potere al popolo in Italia sono altre piccole luci che possiamo collegare perchè cresca una fiamma che scaldi e allontani la notte. Se abbiamo bisogno di stimoli e spinte, possiamo andare a cercare sul web, magari almeno sul blog di Maria G. Di RienzoLunanuvola,, su quello di Miriam, e qualche volta anche sul mio, il racconto e la testimonianza di che cosa stanno facendo le donne in tutto il mondo, nei modi più diversi, ballando in Corea o organizzandosi in India, per citare due cose che ricordo, andando in bicicletta o correndo a piedi: cambiamo il mondo partendo da noi, dalla nostra storia e dalla nostra esperienza, ascoltando i suggerimenti della nostra saggezza interiore, scambiandoci riflessioni e sostegno, E allora davvero buon solstizio, buona riflessione di fine-inizio di un nuovo ciclo dell’anno, buon rientro in noi alla ricerca della nostra luce che possiamo portare fuori senza timore a incontrare altre luci.

globos

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Ahed e le altre, gli altri

via Ahed Tamini e gli altri e le altre

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Ahed Tamini e gli altri e le altre

 

  • I giorni passano, ma non possiamo distrarci, Ahed, sua madre Narmina e sua cugina Nur sono ancora agli arresti. L’atternzione internazionale e la solidarietà devono essere fattive: nessun contatto, nessun accordo con Israele senza la liberazione delle prigioniere e dei prigionieri palestinesi, senza il rispetto dei diritti umani e una volontà precisa verso una pace giusta, che significa riconoscere i propri errori e i danni provocati e iniziare il cammino a ritroso.

    Israele sta costruendo la propria distruzione con la violenza e la prevaricazione costante e con la complicità a molte oppressioni nel mondo. Solo una forza travolgente di boicottaggio e isolamento può fermare questa deriva. Non dimentico che in Sud Africa alla fine l’avvio della pace e del riconoscimento dei diritti dei neri venne accettata e costruita da quel governatore bianco che aveva gestito la repressione, e che fu forzato dalla pressione internazionale a cambiare rotta, salvando così molti interessi e privilegi, chissà se anche Israele e suoi folli governanti non vedano alla fine il proprio interesse ad avviare una pace giusta.

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Ahed Tamimi 16 anni, arrestata

16 year old Ahed Tamimi was kidnapped from her home at around 3 A.M last night, after a public israeli media campaign sought to demonise her and have her imprisoned. Ahed valiantly confronted soldiers, as they invaded her home village of Nabi Saleh the day before. A week prior to this , the occupation forces had shot 14 year old Mohammed Tamimi in the head with a rubber coated steel bullet, leaving him in critical condition. Da questo post su Facebook apprendo la notizia dell’arresto di Ahed Tamimi.Ahed

Ahed è in carcere, non si sa dove e non si sa bene di che cosa in specifico è accusata. La sua mamma che è andata a chiedere notizie alla stazione israeliana, è stata a sua volta arrestata.

Si era molto parlato di lei qualche anno fa, la ragazzina coi capelli rossi animata da uno spirito combattivo fuori del comune, che armata di telecamera e intelligenza passava le notizie sulla occupazione alla stampa di tutto il mondo, la piccola giornalista -testimone per il suo popolo, decisa a far conoscere la realtà della sua terra. Volitiva, brillante, aveva avuto molti riconoscimenti internazionali. Crescendo si direbbe che ha diretto il suo impegno anche verso la necessità di studiare e andare all’università, per avere più strumenti per sostenre la sua militanza. Non ha mai accettato di stare a guardare quando vedeva le ingiustizie, e una settimana fa durante una manifestazione non violenta il ferimento di suo cugino Mohamad, di 14 anni, che è ancora in coma, l’aveva particolarmente ferita, e nel trovarsi di fronte dei soldati israeliani ha reagito in modo deciso, prendendone a schiaffi uno. Il fatto si è risaputo, ne hanno parlato i giornali, è iniziata sulla stampa israeliana un attacco alla ragazzina e alla sua famiglia, chiedendo a gran voce l’arresto di Ahed, per la offesa e la umiliazione dell’esercito che quei due schiaffi hanno significato.

Non si può tacere, non si può stare a guardare mentre i ragazzini palestinesi vengono in continuazione feriti uccisi, rapiti, mentre l’occupazione toglie il respiro e la vita a interi villaggi e cerca di distruggere i bambini per non lasciare spazio al futuro della Palestina. Un portavoce israeliano tempo fa ha avuto il coraggio di dire “uccidiamo i bambini oggi per evitare molte più morti in futuro”, il che sembra l’eco della giustificazione, falsa anche allora, con cui si sganciarono le bombe su Hiroshima e Nagasaki, affermando che così si erano salvate le vite di molti giovani americani.

La politica di Israele, e del suo sponsor statunitense, su questo si basa, menzogne per nascondere e confondere le idee, la realtà è che si vuole distruggere ogni resistenza palestinese, ogni speranza di futuro per annettersi tutta la Palestina storica. Non solo dobbiamo vigilare, ma dobbiamo chiedere che Israele venga fermata, dobbiamo svelare il suo progetto e bloccarlo. Dobbiamo fare quel che faceva questa ragazzina, cominciando a chiedere sue notizie, e la garanzia che la sua vita sia protetta, perchè non abbiamo motivo di fidarci dei suoi carcerieri. Vogliamo che Ahed venga posta sotto protezione internazionale, e che la sua voce non venga spenta.

Di seguito un po’ di documentazione presa dal web, compreso dei link per approfondire

L’arresto di Ahed,
La 16enne, icona della resistenza non-violenta in Palestina.

L’arresto è avvenuto in seguito ad una feroce campagna mediatica israeliana contro di lei e la sua famiglia

Ahed, in un video diffuso ieri, ha impedito, come sempre, con il suo corpo e coraggio, a due soldati Israeliani di sostare nel cortile di casa sua, da dove sarebbero riusciti a prendere meglio di mira un gruppo di ragazzini a 100 metri da li.

-Per il ministro israeliano Bennit: ” Ahed dovrà spendere in carcere il resto della sua vita”.
(Lui che ha piu’ volte, orgogliosamente, dichiarato di aver ucciso personalmente un numero non meglio definito di palestinesi.)

-In prima pagina su Yediot (ynet) il primo quotidiano in israele,
Elogio alla ” non reazione” dei soldati, ma ne sottolinea l’umiliazione per l’esercito,
e chiede a gran voce l’arresto della ragazzina.Per l’esercito Israeliano Ahed ha attacato violentemente i due soldati ed è stata arrestata. Auspico la massima diffusione.Iyas Ashka

La ragazzina di 7 – 8 anni che i soldati deridevano mentre li sfidava, ora ha 16 anni e due giorni fa ha cacciato i soldati dal cortile della sua casa. Ieri notte l’hanno arrestata. Capi d’accusa? ribelle all’occupazione!(Patrizia Cecconi)

Tre giorni dopo che il Michael Oren ha detto che la morte di due adolescenti palestinesi feriti a morte da cecchini israeliani potrebbe essere stata inscenato, ora affrma che la famiglia Tamimi del villaggio occupato di Nabi Saleh “potrebbe non esistere” e che l’arresto della sedicenne Ahed Tamimi è seguito alla provocazione verso i soldati israeliani.

Da mondoweiss.net: ( Traduzione più o meno letterale dal web, con minime correzioni da parte mia, ma lascio tutto il documento in inglese): Tre anni dopo che Michael Oren ha detto che la morte di due adolescenti palestinesi uccisi dai cecchini israeliani è stata inscenato, dice che la famiglia Tamimi del villaggio occupato Nabi sSaleh “potrebbe non esistere” e che l’arresto della sedicenne 16 anni Ahed Tamimi E ‘ stato il pagamento per provocare soldati israeliani.

La scorsa notte la sedicenne Ahed Tamini, una ben nota attivista nel villaggio occupato di Nabi Saleh, è stata arrestatadall’esercito israeliano in un raid notturno nella sua casa. Un breve video del fermo e traslazione della ragazza dai lunghi capelli sta circolando oggi nel en. Code pink riporta:

Il luogo dove è stata portata è sconosciuto. In piena notte dozzine di soldati Israeliani sono entrati violentemente nella sua casa in un raid notturno, prendendo Ahed in custodia.

La sua mamma, Nariman Tamimi, è stata arrestata il giorno dopo quando è andata alla stazione di polizia tendando di sapere qualcosa sulla destinazione della figlia.

Ahed è una studentessa liceale, che si concentra sui suoi studi e si prepara per il college. Ella ha ricevuto riconoscimenti mondiali per il suo attivismo sin dall’infanzia.

La settimana scorsa il cugino 14enne di Ahed, Mohammad Tamimi. È stato colpito in viso durante una dimostrazione e lasciato in coma. Si dice che Ahed abbia reagito al ferimento schiaffeggiando un militare, al suo imbattersi in soldati israeliani. L’incidente degli schiaffi ha circolato provocando la richiesta dei giornali israeliani perchè Ahed fosse arrestata., e evidentemente en è seguito il suo arresto.

Il caso dovrebbe richiamare l’attenzione sulla occupazione violenta di Israele e sul trattamento vergognoso e inumano verso i bambini. Questo è quanto

L’ambasciatore di Israele Michael Oren ha fatto un tweet oggi in cui afferma che tutta la famiglia Tamimi è un fake, e che essi vestono i propri figli all’americana (qualunque cosa questo voglia dire) e che vengono pagati per provocare i soldati Israeliani.

Last night, 16-year-old Ahed Tamimi, a well-known activist in occupied Nabi Saleh, was arrested by Israel in a night raid on her home. A short video of the long-haired young woman being taken away is being circulated around the ‘net today. Code Pink reports:

The whereabouts of where she is now being held are unknown. In the middle of the night, dozens of Israeli soldiers burst into the house in a night raid, taking Ahed into custody…

Her mother, Nariman Tamimi, was arrested the next day while trying to inquire at the Israeli police station about the whereabouts of her daughter.

Ahed is a high school student concentrating on general studies and preparing for college. She has received worldwide acclaim for her childhood activism

Last week, Mohammad Tamimi, 14, Ahed’s cousin, was shot in the face during a demonstration and left in a coma. Ahed is said to have responded to the shooting by slapping a soldier in this encounter with Israeli soldiers. The slapping incident was widely-circulated, and prompted calls in Israel for Ahed to be arrested, and evidently resulted in her arrest.

The case is sure to call more attention to Israel’s inhumane occupation and disgraceful and illegal treatment of children. Which is why–

Michael Oren, the former Israeli ambassador, tweeted today that the whole family is fake and the children are being dressed in American clothes, whatever that means, and paid to provoke the Israeli soldiers.

[The Tamimi family—which may not be a real family—dresses up kids in American clothes and pays them to provoke IDF troops on camera. This cynical and cruel use of children constitutes abuse. Human rights organizations must investigate!]

Nabi Saleh is a small village in occupied Palestine; the soldiers are there to keep the villagers from getting to their own lands, some of which have been given to a neighboring (Jews only) settlement/colony called Halamish. Halamish also has sole access to a spring the village called its own. This situation, and the courage of the Tamimi family, was the subject of a cover article in the New York Times Magazine by Ben Ehrenreich (and a book by him as well).

Oren: [Y]ou see two young people who were supposedly shot, one to the chest, one through the back but they both fall in the same way. They fall forward which is inconsistent with what we know about combat deaths….

Wolf Blitzer: But what I hear you suggesting, it’s possible you think that this whole thing was staged? Is that what you’re suggesting?

OREN: We don’t know. We don’t know.

Four years ago Oren published a memoir called Ally describing a synagogue bombing in West Orange, N.J., in 1971 when he was 15, as the work of anti-Semites that showed him America was unsafe for Jews. The story left out the key facts that the synagogue had backed out of hosting a speech by Meir Kahane, and news coverage at the time, as well as synagogue officials I later interviewed, tied the bombing to the appearance of the extremist.

It’s amazing that this guy still gets a platform.

H/t Sheren Khalel, James North and Jesse Rubin.

Da Invicta palestina:

Libertà per Ahed Tamimi.

Ahed Tamimi, 16 anni, attivista di spicco nel villaggio palestinese occupato di Nabi Saleh, il cui coraggio insieme a quello della sua famiglia nel difenderlo dai soldati israeliani armati. La lotta contro la confisca delle terre e la costruzione di insediamenti che rubano le risorse e anche il pozzo del loro villaggio è diventata famosa in tutto il mondo. Ahed Tamimi è stata arrestata dai soldati occupanti che hanno invaso la casa della famiglia Tamimi la mattina del 19 dicembre 2017.

Il padre di Ahed, Bassem, ha postato su Facebook che Ahed è stata presa di mira dopo essere stata attaccata dai media israeliani per aver protestato contro i soldati dell’occupazione a Nabi Saleh durante il ferimento di un ragazzo di 14 anni; il ragazzo, Mohammed Tamimi, è ancora in un coma. Tamimi ha riferito che i soldati hanno violentemente invaso la casa, colpendo la madre di Ahed, Nariman Tamimi e fratelli e confiscando telefoni, macchine fotografiche, laptop e altri dispositivi elettronici. Ahed è stata portata via dai soldati in una prigione di cui non si conosce ancora la destinazione.

 

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E Giusto per non dimenticare…Buon Natale

ANNICHILISCILO LUCAcon guerrieroQuesta poesia scritta da Mario Palmieri, corredata dai suoi guerrieri in legno, giusto per non dimenticare i nostri bravi soldatini che vanno per i mondo a portare la pace … e come il nostro paese sta diventando un paese guerrafondaio e indifferente,  per mantenere interessi e privilegi… Auguri a tutte e tutti noi che ci si svegli da questo orrore e si ritorni a essere umani!

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