Luna Piena in ariete, 5 ottobre

Luna piena in Ariete, 5 ottobre
Fuori piove, il cielo grigio prospetta questo autunno umido e “fresco”, ma noi ci teniamo abbracciata la Luna Piena, come nel dipinto di Grazia Marino, che ho rubato per la Papessa dei Tarocchi. Luna di sangue, la chiamano, per il rosso delle foglie autunnali, e anche qui qualche albero perde un poco più di foglie, anche se i fiori continuano a sbocciare su altri, accettando il dono dell’acqua che se a noi infastidisce ripaga la terra di tutta la siccità che ha sofferto nei mesi scorsi. Vediamo sotto i nostri occhi l’esito dei cambiamenti climatici che i potenti ignorano e sentiamo che da noi tutte e tutti deve partire il cambiamento, di abitudini, di concezioni stesse, delle cose che riteniamo importanti e indispensabili, per non essere complici dello scempio che attraversa la Terra e ferisce le persone. Prendersi cura della terra insieme a tutti coloro che in varie parti del mondo stanno lottando per salvaguardare la terra da oleodotti, Tav, Dapl e quant’altro che si inventano questi presuntuosi governanti del mondo che ignorano i danni che fanno e vedono solo il guadagno immediato. Se intere popolazioni si stanno impoverendo e migrano, se le isole scompaiono e gli uragani stravolgono le zone di vita delle persone sembra che questo sia solamente un sopportabile effetto collaterale per mantenere “il nostro stile di vita.” Stile di vita di cui molte e molti di noi provano sulla propria pelle gli svantaggi, e che in realtà è una serie di bisogni indotti, di scomodità che solo la pubblicità ci fa credere comode.
È il momento di cambiare, di agire per il cambiamento in modo concreto, accettiamo gli stimoli che questa Luna Piena ci offre, per scendere nella concretezza della nostra vita e lasciare andare quello che non ci serve per poter avviare da noi, da subito il cambiamento possibile con gioia ed amore.
Incontrandoci realmente o virtualmente accendiamo una candela bianca, o rossa come questa luna, ed affidiamoci alla sua luce per accogliere il lavoro che ci attende e trovare le nostre strade.
Riporto di seguito alcuni brani da

http://camminanelsole.com/luna-piena-in-ariete-5-ottobre-2017
che penso possano esserci utili:
“Per tutti, la presenza dei due grandi trigoni rende possibile la manifestazione sul piano pratico, concreto, materiale (la terra) delle nuove idee (il fuoco).
L’energia della settimana è ben rappresentata dalla Luna Piena che si formerà giovedì 5 ottobre alle ore 20.40: la Luna sarà in Ariete a 12°42‘, opposta al Sole in Bilancia. Avremo quindi 7 pianeti nei segni cardinali: Luna, Eris e Urano in Ariete, Sole, Mercurio e Giove in Bilancia, e Plutone in Capricorno. I segni cardinali sono associati all’inizio di un’azione orientata al raggiungimento di un obiettivo. Poiché ogni Luna Piena è il punto in cui si ha il culmine di una situazione o il compimento di un progetto, guardate dove si trovano i 12° dell’Ariete nella vostra carta natale e saprete qual è il settore della vostra vita in cui si manifesterà questa energia!
Inoltre, la Luna Piena spesso illumina una zona che prima si trovava in ombra, ovvero porta alla luce qualcosa di segreto o ignorato. In questo caso, i luminari sono in aspetto di quadratura con Plutone: da una parte, l’Ariete indica il coraggio, il desiderio di essere pionieri, indipendenti e determinati ad arrivare alla realizzazione dei propri obiettivi. Dall’altra parte si trovano Sole e Mercurio congiunti, e Giove in Bilancia, che rappresenta invece l’equilibrio, l’uguaglianza, l’equità, la collaborazione e l’armonia. Attenzione quindi alle dinamiche di potere e manipolazione messe in scena all’interno delle relazioni, in particolare se sono interessate la quinta e la settima casa del vostro tema natale. Restate vigili, in ascolto. Osservate sentimenti ed emozioni, che saranno particolarmente forti in questi giorni, e ricordate che si può imparare a gestirle. Chiedetevi cosa potete imparare da quello che si sta manifestando e quali ferite si sono attivate in voi.
Naturalmente, come sempre, tutto ciò che accade si inserisce in una successione di eventi astrali, e rappresenta il ciclo evolutivo delle nostre vite: questo cielo ci sta accompagnando al passaggio di Giove nel segno dello Scorpione, archetipo della trasformazione interiore”
Mentre da Www.sanioggi.it ecco una nota sintetica ma significativa:
Luna piena di ottobre
Conosciuta come Luna di Sangue. Il plenilunio di ottobre richiede la parte vostra la volontà di spirito di lasciar andare le cose che appesantiscono la vostra anima. In questo modo potrete trovare di nuovo il vostro equilibrio. Pietre consigliate: Opale, tormalina e turchese.
Continuo a tradurre brani da Il milionesimo circolo, di Jean Shinoda Bolen:
Introduzione:Lo zen e l’arte di mantenere un circolo
Questo è un libro inusitatamente breve per quello che propone, che non è ne più ne meno che cambiare il mondo e aiutare perché l’umanità entri in una prospettiva postpatriarcale. È diretto alle donne poiché se questo cambiamento può avvenire, dovranno essere loro le artefici: benché anche sarei felice di condividere queste pagine con quegli uomini interessati a leggerle. Ho scritto Il milionesimo circolo per ispirare le donne a creare circoli con un centro spirituale, e per offrire a quelle che attualmente formano parte di essi, una prospettiva di che cosa significa il loro contributo entro un contesto più ampio. Cerco di contribuire così ad accelerare un processo e un movimento che è avviato e che si basa su una ipotesi semplice, il cui meccanismo, l’oggetto di analisi e l’osservazione, è possibile apprendere in forma intuitiva ed immediata: quando un numero importante di persone cambia il suo modo di pensare e di comportarsi, anche la cultura lo fa, e una nuova era comincia.
Quando si comprendono i principi base di un circolo di donne, è possibile rendersi conto del suo significato come movimento rivoluzionario-evolutivo, che a prima vista è difficile da comprendere. In apparenza si tratta di semplici gruppi di donne che si riuniscono e conversano: senz’altro il contributo di ogni donna di ogni gruppo ha una dimensione molto più trascendente.
L’idea del milionesimo circolo mi irruppe in mente inaspettatamente, mentre lavoravo ad un altro dei miei libri. Ero immersa nel manoscritto de La diosa de la mujer madura, che tratta dell’archetipo della donna adulta, a partire dai 50 anni, quando alla base di uno di questi archetipi, – che non è quello della dea, ma quello del cerchio – scrissi prontamente quattro pagine di riflessione che risultarono essere una dichiarazione visionaria completa. Sentii che il proposito intrinseco di quelle pagine non era di far parte, insieme a molte altre, di un grosso del libro, ma di uscire nel mondo da sole, come una idea il cui momento è venuto; e successe qualcosa che ratificò questa impressione. Isabel Allende mi aveva chiesto alcune idee per elaborare il discorso di apertura a un congresso, e le inviai per fax queste quattro pagine. Nel momento in cui le citò, le duemila persone dell’uditorio interruppero il discorso con i loro applausi.
Seguirono dopo i restanti capitoli, dal 3 al 9 che costituiscono la parte di questo libro su Come riuscire a realizzarlo.. Per anni, mentre incoraggiavo le donne a formare dei circoli, vedevo la necessità di poter contare su un manuale di istruzioni, e questo è quello che vuol essere “Lo zen e l’arte di mantenere un circolo” Sono capitoli con l’apparenza di poesia, e contengono un ridotto numero di parole se si considera la ambiziosa impresa a cui servono. Il tutto venne quando scoprii l’effetto di cliccare sul pulsante “centrare” invece di attenermi ai soliti margini del testo. Il risultato fu un “Come riuscire a farlo” scritto con le immagini e le parole che affluivano dal mio lato destro del cervello, parole, più che pretenziose poetiche e che, come avvertii dopo, parlavano lo stesso linguaggio che parla questa parte della psiche di chi legge a cui volevo rivolgermi.

Capitolo 3-Come tracciare un cerchio – secondo paragrafo( il primo si trova nel foglio di settembre)
la convocazione: chi verrà?
Riunisci tutte le tue amiche e forma un circolo con loro;
verifica se hanno il tempo e l’interesse sufficiente
perché possiate continuare a riunirvi come circolo.
Oppure,
confida nella tua intuizione,
seleziona una serie di donne
e invitale a riunirsi con te
per considerare la possibilità
di creare un circolo.
O, se preferisci,
fa circolare la idea del circolo
tra le donne che conosci
e invita quelle che sono interessate
a un incontro
per parlare di come formarlo.
O se mai
prospetta l’idea in un gruppo di dialogo
o in un corso a cui stai partecipando.
O ancora
trovati con altre donne per frequentare insieme un ritiro
una assemblea o una conferenza
e progettate quando e dove
potreste riuscire ad incontrarvi
O prova
a fare in invito aperto per scegliere
invitando tutte le donne
che si sentano attratte dal progetto.
Attraverso un bollettino, un manifesto di annuncio
da internet, o di che sia, informa che hai
l’intenzione di creare un circolo,
e aspetta per vedere chi parteciperà alla riunione.-
Forse il modo più rapido
di sapere chi potrebbe avere interesse
a formare un circolo con un centro,
potrebbe essere verificare chi si è sintonizzata su Il milonesimo circolo.

Sempre sul tema donne e ambiente, vi invito a leggere l’articolo postato oggi sul blog di Maria G. Di Rienzo, che con le sue riflessioni ci accompagna nella nostra ricerca:
https://lunanuvola.wordpress.com/2017/10/02/stare-al-cuore-del-problema/

Una preghiera sul fumo:
Entro questo fumo, io lascio andare
tutte le energie che non mi sono servite
tutte le negatività che mi circondano,
tutti i timori che mi limitano dall’anno passato
Io cammino nel nuovo anno
con la luce nel mio cuore
e spero che le cose migliori vengano
Così è
Questa è una preghiera per fine anno, ma in ogni occasione noi possiamo affidare al fumo ciò che vogliamo lasciar andare, le negatività che ci fanno sentire impotenti, le paure che ci bloccano, per cercare la luce in noi e proseguire con gioia il nostro cammino.
Con amore Nicoletta

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Il gioco della memoria

Per andare avanti qualche volta bisogna andare indietro: sto cercando di riorganizzare e presentare l’attività delle edizioni Stelle Cadenti partendo dall’inizio per arrivare, lentamente, un passo alla volta, a oggi, a quello che siamo, siamo diventate, tra distanza e collegamenti internet.

Tutto quello che ho, le foto, tutto depositato nei dischi e nelle chiavette con cui ho cercato di portarmi la documentazione del materiale.

Attraverso le foto e i documenti realizzati nel tempo tornano a farsi presenti storie e lavori che mi hanno accompagnato, così ho trovato le fotografie della grotta in cui abbiamo per parecchio tempo tenuto i libri, il tirabozze e le lettere da stampa, insieme a qualche opera degli artisti che ce le hanno messe a disposizione. Ne emerge il fermento, la voglia di provare, di sperimentare, di fare qualcosa di diverso, chiamandosi fuori dal mercato, con amore, fantasia ed un pizzico di incoscienza.

Oggi, qui a Valladolid una giornata quasi sempre grigia, siamo riusciti ad andare al mercato verso mezzogiorno, e poi di corsa a casa, prima che ricominciasse a piovere. Una giornata da passare tranquillamente in casa, molto tempo sul pc, rivedendo lavori e foto, immaginando che cosa raccontare. C’è una certa emozione nel riandare al passato, una sorta di bilancio per prendere nuova spinta per proseguire, chissà che cosa ci suggerirà il domani, ed anche il fatto di vivere la maggior parte dell’anno qui in Messico, con tutte le differenze e le diverse risorse con cui misurarsi. Ho cercato di portarmi almeno alcune lettere da stampa, ma il peso e l’ingombro erano eccessivi per il bagaglio, così ho dovuto accontentarmi di alcuni piccoli set, poche lettere per qualche segno, il resto affidato alla fantasia, e a quel che si trova qui.

Intanto prende forma lentamente il progetto di realizzare alcuni ebook, ma è ancora tutto in fase di riflessione e prove, e di confronto con il sistema della diffusione e vendita via internet.  Il confronto tra noi può avvenire anche per e mail, azzerando le distanze e le difficoltà di tempo e di incontro, dato che ognuna e ognuno può leggersi il tutto quando crede e rispondere o intervenire come e quando vuole.

Lettere mobili da stampa

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Solidarietà per le donne morte nella fabbrica tessile a Città del Messico!

Questo il link alla petizione di change org per ottenere giustizia per quelle donne.

https://www.change.org/p/segob-mx-justicia-para-las-costureras?recruiter=312854644&utm_source=share_petition&utm_medium=copylink&utm_campaign=share_page.share_redirect-fake_control&utm_term=share_petition

A causa del sisma che ha danneggiato Città del Messico martedì 19 settembre, crollò un edificio  all’angolo di  Calle Chimalpopoca y Bolivar,nella Colonia Obrera, in cui lavoravano decine o forse più di cento cucitrici

Al quarto piano c’era la New Fashion del impresario Jaime Azkenazi. Al terzo, si cuciva per altri abiti femminili e il proprietario è  José Lee. Un piano sotto si trovava il laboratorio di giocattoli  ABC Toys, gestita da coreani. Si presume che la gran maggioranza delle lavoratrici fossero migranti in situazione irregolare, di origine asiatica o centroamericana povere e sfruttate, poichè alcuni dei laboratori erano clandestini. Non esiste un piano registrato…

Ho tradotto parte della nota di change org che accompagna la petizione. Che altro c’è da dire? a nessuno delle autorità sembra interessare chi erano, quante erano, quante sono morte, invisibili e sfruttate in vita, si vuole presto dimenticarle dopo la morte, non permettiamo che questo accada! Inondiamo di firme la petizione per far sì che i responsabili vengano perseguiti e che si raccolgano tutte le notizie possibili su queste donne che avevano una vita, un nome una storia.

La vita delle donne, delle persone conta , ogni vita, tutte le vite, non si può assistere indifferenti alla loro cancellazione , come se fossero senza importanza.

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Pioggia e ricostruzione

E allora piove! Ogni giorno un piccolo spruzzo di acqua che non altera la nostra quotidianità. Una volta che ha smesso di piovere in fretta si ripristinano le condizioni per fare tranquillamente una passeggiata. Oggi i panni appena stesi si stanno risciacquando con la pioggia, e le finestre sono in buona parte chiuse, per evitare che l’acqua arrivi dentro casa, ma appena finisce riapriamo tutto, permettendo all’aria di circolare. Sento lo scroscio dell’acqua che gronda dal tubo di scolo del tetto, oramai l’acquazzone è diventato una pioggerellina rada che promette di smettere presto. Il cielo si è schiarito, stasera come oramai da giorni canteranno le rane. Sono raganelle che fanno uno strano verso, la prima volta che le ho sentite mi sono chiesta se il vicino avesse una capretta nel patio… ma queste ora strillano in tante, ed ora che sappiamo chi sono ascoltiamo il loro rumoroso concerto. I giorni scorsi è tornato il colibrì, per l’unico fiore di silicote che ci ha concesso per ora questo autunno, con un volo di saluto davanti alla cucina ha richiamato la mia attenzione, un attimo fermo nel riquadro della porta per poi allontanarsi velocissimo verso altri fiori.

Le notizie dalle zone terremotate, e da altre colpite da alluvione, continuano a circolare con la doppia attenzione al soccorso di emergenza ed ai progetti di lunga durata. Mi colpisce come sia attiva la partecipazione e la volontà delle persone di mettersi insieme e ricostruire. Gli interventi delle autorità troppo spesso sono di disturbo e contenimento, quando non di preciso ostacolo al lavoro di soccorso. Le scuole sono state riaperte per decreto, ma l’ordine degli ingengeri ha protestato per i rischi che questo comporta, visto che molte non sono ancora state verificate per confermarne l’agibilità.

Sembra che l’obiettivo ufficiale sia passare oltre, tornare alla “normalità”, e consentire demolizioni e ricostruzioni senza guardare troppo per il sottile. La società civile si interroga, oltre la solidarietà immediata sollecitata dal disastro, per lavorare con le persone, in spirito non coloniale, sentendole, partendo dai loro bisogni e offrendo sostegno ai loro progetti anche a lungo termine senza calare dall’alto soluzioni che tendono ad omologare tutto e tutti.

Non è un cammino facile, perché per condividere davvero devi entrare dentro, ascoltare, rispettare, aspettare in modo che si maturino le condizioni e si definiscano i temi e le necessità reali, e il modo di essere utili senza prevaricare.

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RIENTRO IN MESSICO, TRA URAGANI, TERREMOTI E LA NORMALITÀ DELLA VITA.

 

Ebbene sì, siamo rientrati a casa in Messico, più precisamente a Valladolid, nello Yucatan, stanchi del lungo viaggio, con il sollievo di riaprire la porta di casa all’alba di martedi, riprendere il contatto con le cose, gli uccelli che cantano al mattino, gli alberi che sono cresciuti, più ombra nel piccolo patio soleggiato.

L’uragano è già passato, e ha fatto danni altrove, e presto siamo inseguiti dalle notizie del secondo terremoto che ha scosso tanta parte del Messico. Rassicurare, tra messaggi e facebook amici e parenti che nulla è successo qui, a Valladolid, e la sensazione di impotenza di fronte alla violenza cieca che ha colpito e distrutto. Notizie fai da te, faticose e frammentarie, e su tutto emerge una nota positiva, un grande sospiro di sollievo, un moto di orgoglio: come sempre nel momento del bisogno eccoli l’, i “nostri” ragazzi, piantagrane, distratti, svagati, senza futuro… mah, sono tutti lì, a darsi da fare, a farsi su le maniche, a raccogliere e distribuire aiuti, a scavare…

I muratori invece di costruire scavano, cercano vite da salvare, riportano alla luce bambini sepolti, con la delicatezza e la forza che il lavoro richiede.

E i politici parlano, spaesati, quasi spaventati da questo Messico sconosciuto, non rassegnato, che si prende in mano. Sconcertati dai medici che visitano e curano senza formalità e senza soldi, dai piccoli negozi, piccoli supermercati di zona, che svuotano i magazzini per aiutare chi ha perso tutto… E si provano persino a mettere ordine in questo disordine ribollente di vita, si provano a confiscare gli aiuti per ridistribuirli, a chi? Mentre la signora moglie del governatore di Morelos, zona colpita in cui oltre ai danni si contano purtroppo i morti, ecco, la signora invece di fare almeno la beneficenza spuria di cui si adornano i potenti, raccoglie la merce degli aiuti e la rivende nella sua catena di supermercati. Questa non è una maldicenza, una chiacchiera, lo sappiamo che sempre si pensa che ci sia chi profitta, ma avere la conferma del cinismo e della ruberia è sempre deludente, la signora è stata colta in flagrante e denunciata, è davvero triste, e sottolinea più che mai la distanza tra le persone ed i politici, inetti, indifferenti, concentrati su di sé, senza empatia ne responsabilità verso i propri governati. Oramai circola da più parti l’osservazione “non abbiamo bisogno del governo, facciamo da soli, loro non servono” e questa è l’esperienza che le persone stanno vivendo.

Cerchiamo di raccogliere notizie sulle amiche, gli amici che vivono nelle zone colpite e ci chiediamo come possiamo essere utili. Niente contributi alla banca, ovviamente, non ci fidiamo, ma forse il piccolo supermercato locale che raccoglie contributi è più sicuro ed attendibile. Intanto il Consiglio Nazionale Indigeno comunica di aver raccolto fondi grazie alla iniziativa prima delle basi di appoggio zapatiste e spiega nel dettaglio come intende usarli per sostenere le popolazioni indigene colpite, nessuno in Messico deve sentirsi solo, sottolineano.

https://actualidad.rt.com/actualidad/250804-testimonios-ciudadanos-sismo-mexico-19-septiembre-#.WcRXrq5U_Jc.facebook

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MIRELLA BENTIVOGLIO A BASSANO IN TEVERINA, 2-3 settembre – omaggio all’artista

Il cuore di asfalto che aveva raccolto con tanto amore, e trasformato in un opera con le lettere preparate da Sandro Coccia per la scritta, è stato esposto a Bassano in Teverina alla rassegna Stelle Cadenti del 2004, dedicata a Sandro Coccia, che da poco era morto.  Poco dopo il cuore si era sbriciolato, e di esso era rimasta solo la scritta, Mirella ce lo raccontava commentando che Sandro aveva preferito così. Perchè per lei gli eventi, i fatti, le cose avevano sempre una molteplicità di significati, il suo sguardo era sempre oltre, sempre  un nuovo punto di vista anche sulla cosa più semplice, un pezzo d’asfalto appunto, o un sasso, o delle lattine di bibita calpestate, che in sua mano diventavano le pagine di un libro.

Preparando questo omaggio a Mirella Bentivoglio ogni carta, ogni opera che mi viene in mano racconta la storia di quello sguardo altro con cui sapeva cogliere le cose, e mi viene da dire che l’artista è più che mai viva in quegli oggetti che ha guardato ed a cui ha ridato una nuova vita, un nuovo significato.

La sua presenza a Bassano in Teverina per la rassegna Stelle Cadenti, e per le altre mostre che ci proponeva o sollecitava, ci ha accmpagnato con un coinvolgimento personale e di impegno, allargando il giro degli artsti del mondo.  Per il suo ottantesimo compleanno aveva voluto festeggiare qui, con la rassegna “Over 75” ironicamente dedicata ai “vecchietti”, come lei diceva, che hanno lasciato un segno nella storia dell’arte contemporanea. Bassano, con Stelle Cadenti e con Mario Palmieri, aveva in qualche modo restituito questo amore e questa partecipazione offrendole lo spazio e l’opportunità per realizzare il Libro Campo, una delle opere più forti di questi anni, e lei a sua volta ha restituito questo amore diffondendo l’opera, e il luogo in cui essa era nata, in varie parti del mondo, dal Giappone al Museo delle donne in Arte di Washington, fino alla galleria degli Uffizi.

Ora Bassano in Teverina e Stelle Cadenti in primis vuole tributare questo momento di ricordo e di omaggio all’artista da poco scomparsa, in una mostra che racconti appunto la sua relazione con noi e con il luogoDCF 1.0

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Nonostante la connessione …

Questi mesi di permanenza in Italia  finiscono il 18 settembre, quando il volo per Cancun ci riporta in Messico…

La connessione si è rivelata quasi inesistente, e difatti anche ora scrivo come ospite di un’amica.

Serve forse prendere le distanze, e anche valutare l’importanza delle possibilità che offre internet, anche se si può sopravvivere anche senza, per un poco. O almeno con una connessione tenue che consente di leggere la posta sul telefonino…

I prossimi giorni, sempre profittando della connessione di Miriam, intendo fare un post più organizzato, specie perchè sabato 26 e domenica 27 intendiamo organizzare una mostra omaggio a Mirella Bentivoglio, che è stata una sincera e preziosa amica dell’associazione Stelle Cadenti e di Bassano in Teverina.

La presenza di Mirella Bentivoglio, con una foto del Libro Campo e Parola alla mostra Il ritorno della luce – Bassano in Teverina dic 2011-gennaio 2012

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