Per Asia Argento, e per tutte noi

Cara Asia Argento, da un paio di giorni ho letto della vicenda che ti ha coinvolto e penso a te con gratitudine, perché so bene quel che ci vuole per avere il coraggio di affrontare il pregiudizio e lo stereotipo e mettersi in gioco. Ti ringrazio, hai osato anche per tutte quelle che hanno osato parlare solo tra amiche, solo sottovoce, per quelle che non hanno detto nulla, perché così va il mondo, lo sappiamo, e che ci vuoi fare, stringi i denti e vai avanti, nonostante tutto.

Credo che quanto hai raccontato sia molto più importante di quanto vogliono far credere i commenti aggressivi e sessisti contro di te, che nascondono, nemmeno tanto bene, il timore che venga davvero stigmatizzato un comportamento che è insito nelle relazioni sproporzionate uomo-donna, in cui a lei non si chiede solamente abilità, competenza, ma anche di piacere, di essere accogliente e condiscendente verso i bisogni maschili.

E tante donne hanno introiettato e dato per scontato che le cose vanno così, e allora usi quel che hai, e ti arrangi, ma non sarai mai sullo stesso piano di un uomo, che può chiedere la tua comprensione, la tua gentilezza, e se è abbastanza sveglio, furbo, potente rispetto a te, le tue prestazioni sessuali. Io ho 73 anni, meno della signora Aspesi, e questo mi ha dato forse l’opportunità di vivere dall’interno gli anni ribollenti della ribellione femminista, mentre lei già si barcamenava e pontificava. La complicità femminile avviene in tanti modi, ma questo non cambia la realtà della prevaricazione insita nella disparità di potere.

Tra parentesi, ho provato un momento ad immaginarmi la scena che hai descritto tu al contrario, che fosse lui il giovane che chiede una collaborazione e tu la potente regista o produttrice. Mi è venuto da ridere solo a pensarci: a quale donna mai verrebbe in mente di presentarsi in accappatoio e chiedere un massaggio? Non è pensabile! Perché va completamente fuori dai ruoli dati… ma che qualcuno possa dire così vanno le cose, dovevi denunciarlo prima, e altre amenità in realtà mi fa venire da piangere.

Me li ricordo io i piccoli fatti che ci hanno insegnato quale è il tuo posto, in quanto donna, e come ci si adattava sin da ragazzine. Mi ricordo ancora con affetto ed ammirazione la professoressa di matematica al liceo, una donna in gamba, forte, una insegnante severa ma anche giusta e pronta a sostenerci, senza troppe concessioni all’aspetto ed ai modi “femminili”. L’anno della maturità era commissario interno nella commissione d’esame: la vedemmo trasformarsi, tutta sorrisi e dolcezze, pronta a ricordare chi dei professori presenti voleva il caffè e chi una spremuta, più curata nel vestire, carina…, e poi ci riuniva per informarci sulle domande ricorrenti e i tic dei vari insegnanti, rendendo più agevole per noi di superare lo scoglio della maturità. Per noi aveva attuato una trasformazione usando le sue “arti” femminili.

Poco dopo ai primi anni di università avrei incontrato i professori che “gradivano” gli atteggiamenti più femminili, ci passavamo informazioni: non andare all’esame con un abito troppo serio, il professore ha diminuito il voto ad una che si meritava il 30, ma non era vestita in modo seducente… e alle sue lezioni, se ti siedi davanti e lasci che butti un occhio sotto la gonna, all’esame sarà più comprensivo… succede ovunque no, lo sanno tutti. E succede che alla giovane ricercatrice molto seria e preparata, impegnata nel suo lavoro, si dica chiaramente :”Che cosa aspetti a darla al professore? Se passa il tempo sarai troppo vecchia, e non gli interesserai più”.  Intanto al professore devi concedere di prassi che usi per le sue pubblicazioni il tuo materiale, o che faccia firmare ad un collega maschio il tuo articolo, perché lui deve fare carriera, tu tanto hai quell’altro mezzo per riuscire ad entrare vero?, e se non vuoi usarlo, forse è meglio cambiare lavoro… E in qualunque lavoro ti ritrovi che devi piacere al capo per ottenere semplicemente di fare il tuo lavoro, per non essere bloccata, isolata, derisa, o ignorata.

La mia capo ufficio doveva discutere con l’assessore il finanziamento del nostro programma, ritornò dal colloquio con un sorriso ironico e mi disse che in fondo la sua scollature le era servita ad avere 400 milioni in più. Chiacchierando con l’assessore, mentre lei cercava di entrare nel merito del progetto, dati, documentazione eccetera, lui butta un occhio alla scollatura e poi le dice, va beh, ma 200 milioni non sono sufficienti?, Ma dottore, sono pochi per tutto questo impegno! Vede, non finanziano neanche metà del lavoro! Lui borbotta, riguarda la scollatura, ammira il seno, e dice, va beh, va beh, facciamo 400! Ecco questo è quello di cui le donne fanno esperienza ogni giorno in modi diversi, a volte più infami e sbracati, ma anche con questa modalità di relazione.. Tutti sanno che va così, tu esisti per piacere all’uomo, e servirlo come richiede, dal fargli il caffè al massaggio alla prestazione più strettamente sessuale, via sanno tutti che va così.

Ecco , sei venuta fuori, e hai detto quello che tutti sanno, e hai denunciato che non è normale, non è giusto, si tratta di violenza, anche se mascherata da volgari complimenti e magari dal ricatto della possibilità di un lavoro. Perciò grazie Asia, hai avuto la forza di parlare e denunciare, per questo si accaniscono, hai svelato il gioco, e spiegato che non ha nulla di giocoso e piacevole. Vent’anni dopo, fa ancora male, non è una cosa da dimenticare, è da denunciare, da tirar fuori, perché non continui così anche per le altre. Un abbraccio

Catene spezzate, opera di Grazia Marino, tempera su tela

Informazioni su ragionandoci

scrittrice, artista, mi piace riflettere sulle cose, scrivo poesie, racconti, ci ragiono e ne scrivo... sono responsabile delle edizioni per l' associazione Stelle Cadenti
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Una risposta a Per Asia Argento, e per tutte noi

  1. Paolo ha detto:

    sono totalmente dalla parte di asia argento e di tutti coloro che subiscono ricatti sessuali sul posto di lavoro. Detto questo, no la scena della produttrice che vuol farsi un massaggio dall’aspirante attore non è assurda, potrebbe succedere, non succede solo perchè per ragioni storico-sociali non c’è un numero sufficiente di donne in quella posizione di potere.
    poi voglio difendere i modi “femminili” (qualunque cosa voglia dire che si è femminili o maschili in tanti modi diversi): una donna che si veste carina, magari scollata non è una simil-prostituta, non lo fa per ottenere favori, non lo a necessariamente per piacere ai maschi (e “piacere” conta pure per i maschi), una donna (ma anche un uomo) si veste elegante, si cura esteticamente, indossa abiti più o meno scollati,corti o lunghi principalmente per se stessa ed è persona libera come chiunque altro

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