LUNA PIENA DI APRILE, LA LUNA DI PASQUA

LUNA PIENA DI APRILE, LA LUNA DI PASQUA, 19 APRILE NEGLI ULTIMI MOMENTI DELLA BIALNCIA

In equilibrio su una foglia con in mano la corda che regge due ciotole, una bilancia un poco azzurra e nebulosa in attesa della luce

Vi invito a guardarvi il video https://youtu.be/dzZZEMClmBg che da una serie di spunti molto interessanti.
L’immagine di Grazia Marino, ripresa dalla serie usata per i Tarocchi, mi sembra rappresenti bene questo momento ancora di confusione e incertezza, prima che la luce arrivi.
Copio qui l’inizio del pezzo su questa Luna Piena di Camminare nel sole:
“L’ultima luna piena ha avuto luogo il 21 ° di marzo 2019 ed era a 00 ° 09′ del segno, con questo ora accade a 29 ° 06′ . La precedente ha segnato un periodo cruciale che ora si completa con questa luna piena.
La precedente, con il suo tempismo e l’enfasi sullo 0 ° critico, ha segnato l’impulso a qualcosa di nuovo che doveva emergere dalla crisi, mentre questo, è la fine dell’inizio.
 Questa Luna Piena in Bilancia è l’ultimo dolore del parto prima che la nascita della nostra espressione individuale si liberi. Una liberazione che è astrologicamente simbolizzata dalla partecipazione del pianeta Urano alla Luna Piena.”https://camminanelsole.com/luna-piena-in-bilancia-19-aprile-2019-lultimo-faticoso-miglio/
Sì guardatevi anche questo sito! I suoi suggeriemnti e consigli sono utili, e ne abbiamo da pensare se vogliamo superare felicemente questo ultimo chilometro di fatica e dolore! Dolore di lasciar andare ciò che non serve più, dolore di riconoscere le ferite, e decidere di curarle e guarirle, perché poi viene il sole del nuovo mattino, e tutto potrà cambiare in meglio e darci nuova energia, nuovi progetti, nuova speranza.
Di questo abbiamo bisogno ora, guardare in faccia il dolore, il fuoco che brucia i templi della cristianità, dell’ Islam e della Madre Terra! Siamo avvolti da eventi devastanti, siamo travolti dalla indifferenza dei potenti, dal dolore delle persone e dalla nostra sensazione di impotenza. Poi vengono fuori un gruppo di ragazzini che cominciano a dire che non gli sta bene, che così non va, che loro un futuro lo vogliono, e quindi hanno deciso di prenderselo nonostante i grandi, gli adulti, non intendano ascoltare. Ecco io spero che questo ultimo miglio di fatica e dolore, che ci obbliga a resistere, a lasciar andare ciò che non possiamo o dobbiamo portare con noi, finisca per noi e per il mondo. Questo fuoco che esplode su Notre Dame, sulla moschea di al Aqsa, sulla riserva della biosfera, calcinando 300 ettari di mangrovie, è il segno violento e rabbioso della distruzione che attraversa il pianeta, è un richiamo pressante a lasciar perdere le quisquiglie, le idiozie che ci frenano e darsi una mossa. Se due giorni prima della Luna Piena siamo bloccate, due giorni dopo avremo una spinta incontrollata ad agire: dobbiamo usare questi giorni di blocco per preparare l’azione e non esserne travolte. Abbiamo un lavoro da fare, condividere, lavorare insieme, recuperare arte e bellezza, perché ciò che viene ferito non è solo una chiesa, una moschea, un bosco, è la vita, la bellezza, la capacità umana di amare ed onorare Dio, l’Universo, la Madre Terra, di onorare e rispettare la vita.
Qualche mese fa si è laureata Gaia con una tesi in architettura che ragiona sulla integrazione nelle città attraverso il cibo (e spero mi scuserà se la cito senza riuscire ad aprire il suo testo, che mi risulta bloccato): Gaia ha fatto una tesi sulla integrazione davanti al cibo, lo scambiarsi di sapori e saperi è sempre stato un modo felice per incontrarci, e allora occupiamo piazze, strade, cortili con una tavolata cui tutti contribuiscono per la loro parte, senza chiedere una lira, ma il tempo, l’abilità di cucinare, la presenza, e chi non sa cucinare può occuparsi della logistica, predisporre i tavoli, sedie o panche per tutti, spazi per i bambini, per chi ha difficoltà o differenti capacità, e magari cominciamo a praticare una economia alternativa, senza usa e getta che vanno a inquinare gli oceani, invitiamo a portarsi da casa il bicchiere e le posate, a godere dei prodotti locali, freschi, saporiti buoni. A tavola ci si incontra, si parla si scambiano idee, si fanno battute e si stemperano rigidità. All’inizio magari saremo in poche persone, ma l’allegria, la comunicazione, i profumi sono un grande richiamo.
Questa idea in un momento in cui c’è chi lavora sulla disintegrazione e la separazione tra le persone, sul sospetto e la diffidenza, quando non sulla aperta aggressione ai diversi, agli stranieri, ai rom mi sembra importante per cambiare direzione. Le notizie di cronaca si focalizzano sulle aggressioni, sul dolore, ed è un lavoro immane quello di riaprire le menti ed i cuori, far circolare le idee di vita delle persone normali, che se vedono uno in difficoltà danno una mano, che condividono cibo e saperi. Ho presente le vecchie signore mie vicine di casa, sedute come sempre fuori la porta, che salutavano la ragazza marocchina incinta, si informavano sul decorso della gravidanza, le davano consigli. Ho visto una signora invitare la giovane straniera a farsi avanti e chiedere la precedenza dovuta alle donne incinte e che veniva ignorata dagli altri in attesa nell’ambulatorio del medico. Piccole cose che sono segno di empatia, e che rischiano anche esse di essere spente dalla narrazione razzista che cerca di prendere il sopravvento. E io ritorno alla magia della parola: le parole contano, quello che si dice, che si mette in evidenza, che si porta in primo piano è quello che ha più probabilità di essere creduto ed agito, dobbiamo lasciar perdere i ma, i distinguo, ed invece puntare sugli aspetti positivi, sull’incontro, sull’ascolto. Abbiamo molto da imaparare le une dalle altre, gli uni dagli altri, abbiamo bisogno di intrecciare forza e dolcezza, accoglienza e cura delle persone e dell’ambiente, abbiamo bisogno di ritrovare la forza del quotidiano felice, di non lasciar passare pensieri ed azioni di odio e di incomprensione, Abbiamo bisogno di speranza, quella che ci fa credere che un mondo diverso è possibile, e che TINA è un nome di ragazza, e non una condanna (There Is No Alternative, non ci sono alternative) e che possiamo dimostrare noi ogni giorno che invece sì, un mondo diverso lo stiamo già costruendo, recuperando vecchi saperi e nuove tecnologie pulite, imparando a sciegliere e interrogando anche la scienza perché lavori per un futuro differente, interrogando i tecnici perché smettano di occuparsi di tecnologie di morte, ma comincino ad occuparsi delle possibilità di vita. È vero che individualmente dobbiamo cambiare stili di vita, distinguere tra il necessario ed utile ed il superfluo energivoro e sprecone, dobbiamo smettere con l’usa e getta e con la plastica in ogni buco, ma abbiamo anche bisogno che vengano trovate soluzioni migliori e più pulite per le tante cose che sono diventate parte delle nostre necessità. Da parte nostra rivediamo e sfrondiamo le necessità inutili in realtà, sfrondiamo le abitudini malate, riprendiamo ad amare e godere della natura, a fare passeggiate a piedi invece di usare la macchina per ogni cosa, riprendiamo a leggere libri, a godere di una poesia, di un bel testo, di un’opera. Riprendiamo a curare il cibo cucinando cibi sani e semplici, possibilmente prodotti vicino a noi. Ricordiamo che tutte le multimazionali producono cibo malato, e che ancora oggi l’80% del cibo nel mondo è prodotto da piccoli agricoltori locali, su superfici sempre più risicate, mentre le multinazionali rubano e sprecano acqua, tagliano alberi inquinano con i pesticidi e ci forniscono prodotti standardizzati che abituano l’occhio e la mente a riconoscere come cibo quello etichettato e confezionato, indipendentemente dalla sua pulizia e bontà.
Allora accogliamo questa luna Piena e il dolore che porta con sé in quest’ultimo miglio di fatica impegnandoci al massimo per vivere e condividere con le persone vicine, senza cedere sui principi, ma lasciando stare le ripicche e i distignuo in negativo. Accendiamo la nostra piccola luce, perché il mondo cambi, prepariamoci al cambiamento già ora, adesso, lasciando andare, guardando in faccia le ferite e il dolore per curarlo e guarirlo invece che lasciare che continui ad intossicare la nostra mente e il nostro cuore. Accettiamo che dobbiamo attraversare il buio per arrivare alla luce del nuovo mattino. Buona Luna piena amiche mie, e buon risveglio dopo la fatica e il dolore. La primavera fiorisce, gli alberi ricresceranno, la Moschea è salva e Notre Dame verrà ricostruita, tra l’altro si à salvata proprio la parte antica autentica, mentre ciò che era stato ricostruito è andato nuovamente perso. Anche in noi, in ognuno di noi c’è un nucleo di forza, di detrminazione, di speranza e di gioia, che il fuoco distrugga il dolore la sfiducia, la rabbia, e torni a brillare la luce!

La Luna piena, dietro lo schermo di foglie scure, ma lei è lì, e brilla per noi
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Informazioni su ragionandoci

scrittrice, artista, mi piace riflettere sulle cose, scrivo poesie, racconti, ci ragiono e ne scrivo... sono responsabile delle edizioni per l' associazione Stelle Cadenti
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