Finalmente raggiunto l’accordo! Iprigionieri palestinesi sospendono lo sciopero della fame

Riporto il post di Miriam Marino che trascrive il comunicato della campagna di liberazione dei prigionieri palestinesi che comunica l’accordo raggiunto. LIBERTà e

Mani che cercano la libertà, e rinasceremo con la fenice – opera di Mario Palmieri

dignità per i prigionieri palestinesi!

FINALMENTE RAGGIUNTO UN ACCORDO TRA I PRIGIONIERI PALESTINESI E L’AMMINISTRAZIONE CARCERARIA ISRAELIANA.

Dichiarazione della campagna per la liberazione di Marwan Barghouthi e di tutti i prigionieri palestinesi

Hanno prevalso i prigionieri palestinesi in sciopero della fame. Dopo lunghi negoziati tra le autorità di occupazione israeliana e Marwan Barghouthi e la leadership dello sciopero, è stato raggiunto un accordo e lo sciopero della fame è stato sospeso. Si tratta di un passo importante verso il pieno rispetto dei diritti dei prigionieri palestinesi secondo quanto previsto dalle norme internazionali. È anche un’indicazione della realtà dell’occupazione israeliana che non ha lasciato alcuna opzione ai prigionieri palestinesi, se non morire di fame essi stessi per poter ottenere i diritti fondamentali che sono loro dovuti secondo quanto prescritto dal diritto internazionale.

Lo sciopero della fame lanciato da oltre un migliaio di prigionieri palestinesi guidati da Marwan Barghouthi è durato 40 giorni, il che lo ha reso uno dei più grandi e più lunghi scioperi di massa della fame nella storia del movimento dei prigionieri palestinesi. Il suo obiettivo era di porre fine alle violazioni dei diritti dei prigionieri da parte di Israele. Le richieste includevano il diritto di avere visite e contatti con le famiglie, la fine delle torture e dei maltrattamenti durante l’arresto, l’interrogatorio, il trasferimento e la detenzione, la fine alla politica di isolamento che può durare per anni, la fine alla detenzione amministrativa senza accusa e senza processo, rinnovabile indefinitamente e il rispetto del diritto all’istruzione.

Il governo israeliano aveva annunciato che non avrebbe negoziato in alcun modo con i prigionieri palestinesi e aveva cercato di rompere lo sciopero della fame con la forza, anche attraverso aggressioni e misure punitive contro i prigionieri e il leader dello sciopero della fame, l’isolamento e la minaccia di intervenire con l’alimentazione forzata, che è considerata una forma di tortura. La resilienza epica, la determinazione dei prigionieri in sciopero della fame e il loro rifiuto di porre termine allo sciopero nonostante la repressione e le condizioni molto dure cui sono stati sottoposti ha permesso che la loro volontà prevalesse su quella dei carcerieri.

Desideriamo ringraziare tutti coloro che hanno espresso la loro solidarietà con i prigionieri palestinesi e il popolo palestinese in questa importante battaglia nella lunga lotta per la libertà. Ringraziamo in particolare gli ex prigionieri politici del mondo, tra cui quelli del Sud Africa, dell’Irlanda e dell’Argentina che hanno espresso il loro sostegno incrollabile per i prigionieri palestinesi, perché sanno che la lotta palestinese è l’incarnazione della lotta per la libertà contro ogni forma di oppressione nel corso della storia.

Il popolo palestinese è una nazione tenuta prigioniera, e i prigionieri palestinesi sono il riflesso di questa dolorosa realtà. La loro situazione è l’esempio più eclatante di arresti arbitrari di massa che si siano mai verificati nella storia contemporanea con oltre 800.000 Palestinesi arrestati dal 1967, l’equivalente del 40% della popolazione maschile palestinese nei territori occupati.

Marwan Barghouthi ha detto il primo giorno dello sciopero della fame per la “Libertà e dignità”- “le nostre catene saranno rotte prima di quando pensiamo, poiché è nella natura umana rispondere al richiamo per la libertà, cosi quel che costi”-. La campagna internazionale per la liberazione di Marwan e di tutti i prigionieri palestinesi proseguirà i suoi sforzi senza sosta fino al raggiungimento della loro libertà e del popolo palestinese. Questa è l’unica strada verso la giustizia e la pace.

La campagna internazionale per la liberazione di Marwan e di tutti i prigionieri palestinesi è stata lanciata nel 2013 dalla cella di Nelson Mandela a Robben Island, dall’icona anti-Apartheid Ahmed Kathrada e da Fadwa Barghouthi, moglie di Marwan Barghouthi. La campagna, che ha il sostegno di 8 Premi Nobel, 120 governi, 15 ex presidenti e primi ministri, centinaia di parlamentari, artisti, intellettuali, organizzazioni e migliaia di cittadini, è una delle più ampie campagne internazionali per la libertà del popolo palestinese mai condotte.

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Informazioni su ragionandoci

scrittrice, artista, mi piace riflettere sulle cose, scrivo poesie, racconti, ci ragiono e ne scrivo... sono responsabile delle edizioni per l' associazione Stelle Cadenti
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